Pestaggio, in due rimangono in carcere Per il giudice sono i picchiatori del blitz
Restano in cella il pakistano Alì Hussanain e l’indiano Pardip Singh Ai domiciliari gli altri due ritenuti più defilati
LUZZARA
Bocche cucite – ieri mattina in tribunale a Reggio Emilia – nell’udienza di convalida dei quattro arresti effettuati dopo la tremenda spedizione punitiva nei confronti di un luzzarese di 49 anni finito in ospedale con una prognosi di 30 giorni (frattura di tre costole e un polmone perforato).
Si sono infatti avvalsi della facoltà di non rispondere tutti gli indagati davanti al giudice Simone Medioli Devoto, quindi l’udienza si è velocemente spostata sulle misure cautelari. La Procura – è la pm Maria Rita Pantani titolare del fascicolo – ha chiesto la carcerazione per gli arrestati, mentre i due difensori (l’avvocato Noris Bucchi tutela i due pakistani e l’indiano) hanno chiesto una misura restrittiva più soft, cioè gli arresti domiciliari. Dalla camera di consiglio il giudice è uscito disponendo il carcere per il pakistano Alì Hussanain (26 anni, di Campagnola) e l’indiano Pardip Singh (29 anni, pure lui di Campagnola), ritenendoli gli esecutori materiali di quell’assalto. Concessi, invece, gli arresti domiciliari al novellarese 23enne Mirco Galli (alla guida dell’auto bloccata dai carabinieri e che in macchina avrebbe atteso i complici) e al pakistano 27enne Habib Rehamn che vive a Novellara (avrebbe avuto solo un ruolo d’appoggio nel pestaggio). Pesanti le accuse per i quattro: lesioni (aggravate dai futili motivi, dall’uso delle armi cioè una mazza e un lungo palo di ferro con una lama in cima, nonché dalla durata della prognosi tutt’altro che breve), danneggiamento aggravato e porto abusivo d’arma. L’inchiesta potrebbe non chiudersi qui, perché anche ieri in aula i carabinieri hanno rimarcato come al blitz abbia partecipato un gruppo numeroso. Secondo la ricostruzione dell’Arma, due giovani si erano recati mercoledì notte alla caffetteria “Al gambar”. Avevano aperto la saracinesca del locale ormai in chiusura chiedendo il cambio di una banconota da 20 euro. A un cliente, seduto all’esterno, non è piaciuto quel gesto, per di più la barista non si sentiva bene e voleva andare a casa. Il cliente ha intimato ai due di andare via, ma evidentemente questo perentorio invito è stato interpretato come un affronto. Perché sì, sono andati via, ma poi sono tornati con altri amici dando vita a un vero e proprio pestaggio. —
T.s.
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