Gazzetta di Reggio

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È ai domiciliari ma esce per accompagnare il figlioletto alla partita

AM.P.-T.S.
È ai domiciliari ma esce per accompagnare il figlioletto alla partita

NEI GUAI PER EVASIONE UNA donna di 39 anni 

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REGGIO EMILIA

È evasa dagli arresti domiciliari, ma al ritorno la donna ha trovato i carabinieri della Sezione Radiomobile ad aspettarla. Sorpresa nella flagranza del reato di evasione, è stata di nuovo arrestata la 39enne foggiana Maddalena Santoro, residente a Parma ma di fatto domiciliata nell’abitazione di un’amica a Reggio Emilia, dove si trovava ai domiciliari per una vicenda legata allo spaccio di stupefacenti. La 39enne era stata arrestata l’11 giugno scorso nell’ambito dell’operazione “Fast Car” condotta dai carabinieri e coordinata dal pm Iacopo Berardi, che aveva sgominato una banda dedita allo spaccio e al traffico di sostanze stupefacenti nonché alla detenzione illegale di armi da fuoco. Il canale di rifornimento della cocaina era quello campano e lo stupefacente immesso sul mercato reggiano proveniva dal quartiere Scampia di Napoli, con un giro d’affari stimato in 10mila euro al giorno.

Di routine il controllo effettuato venerdì scorso, alle 13.30, quando i carabinieri si sono recati al domicilio della 39enne per verificarne la presenza.

Dopo aver ripetutamente suonato al citofono del condominio e successivamente al campanello della porta d’ingresso senza ricevere risposta, i militari hanno contattato la proprietaria di casa che ospitava la detenuta. Quest’ultima si trovava fuori a pranzo con un amico e ha riferito che probabilmente l’amica dormiva e non aveva sentito il campanello. La proprietaria si sbagliava, poiché quando più tardi ha aperto la porta ai carabinieri si è accertata l’assenza della 39enne che i militari hanno poi atteso sotto casa, vedendola arrivare dopo circa un’ora. Ieri mattina, la donna – difesa dall’avvocato bolognese Matteo Totta – ha ammesso le proprie responsibilità, spiegando che era uscita di casa per accompagnare il figlio al campo sportivo parrocchiale che si trova vicino all’abitazione. La Procura ha chiesto la carcerazione, mentre la difesa ha contestato la misura ritenendola incompatibile con la pena prevista per il reato in questione, avanzando la richiesta di arresti domiciliari ma in un altro luogo (un’altra amica si è resa disponibile ad accogliere la 39enne). Il giudice Silvia Guareschi ha accordato gli arresti domiciliari, rinviando il processo al 26 ottobre.

AM.P.-T.S.

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