«Grazie don Evandro» Il saluto a sorpresa in piazza per il sacerdote che se ne va
A Brescello in un centinaio riuniti hanno letto col megafono una lettera «Sei stato per tutti noi come il buon pastore. Ci mancherai»
l’omaggio
Saluto a sorpresa, ieri mattina, per don Evandro Gherardi, che tra circa un mese lascerà dopo 8 anni l’unità pastorale di Brescello, Boretto e Lentigione. Un centinaio di parrocchiani si è ritrovato in piazza dove, al termine di un battesimo, ha idealmente abbracciato il sacerdote (che andrà a Cavriago), per rendergli omaggio con tanto di striscione. Insieme a lui, anche il vicario don Felix Baffour Gayawu, anche lui ai saluti dopo un mandato di due anni.
Un saluto non ufficiale ma ricco di trasporto, sancito dalle parole di una lettera letta al megafono, le cui parole sono state poi consegnate ai due parroci su altrettante pergamene. «Sei riuscito a essere il parroco di tutti – recita la lettera – e ora siamo qui tutti insieme per dirti che sei stato per tutti il buon pastore che ama le proprie pecore. Hai trovato le parole per consolare e per insegnare, hai accolto e donato, hai condiviso il cibo e le risate e ci sei stato come un leone e come uno scudo quando la tempesta ha ferito tutti, senza aver paura nemmeno della paura. Abbiamo imparato da te che si deve sempre provare a ricominciare: dopo l’alluvione o dopo un dolore privato ti abbiamo trovato vicino. Il nostro viaggio è stato lungo e questa separazione improvvisa ci sconcerta e ci addolora. Don, come ci mancheranno la tua cordialità, la sapienza delle tue omelie, lo struggente esempio del tuo amore filiale, la tua operosità, la tua benevolenza praticata senza fronzoli».
«Non volevo saluti ufficiali perché mi sembravano scontati e anche un po’ inutili – ha risposto don Gherardi – volevo salutarvi personalmente vedendovi in giro per il paese. Mi ha fatto molto piacere questo saluto semplice ma ricco di significati. Credo che abbiate colto molto bene cosa siano stati questi 8 anni per me. Potevo fare molto di più e meglio, vi chiedo scusa perché ho mancato in tanti momenti e in tante cose. Però c’è un segno che resterà sempre, di cui vado orgogliosissimo: con il vostro aiuto siamo riusciti a rendere la chiesa tra le più belle della nostra zona. Un segno che resterà nel tempo di quello che ho cercato di fare insieme a voi e grazie a voi. Abbiamo vissuto dei momenti difficili, durante i quali ho voluto essere vicino alla mia gente, per far sentire che Dio c’era attraverso la presenza del parroco: le piene del Po, l’alluvione del Lentigione, il problema della mafia e recentemente anche il Covid. Vi chiedo un impegno: amate anche il nuovo parroco (don Giancarlo Minotta, ndr). È giovane, al primo incarico, e avrà bisogno del vostro aiuto». —
Andrea VACCARI
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