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Il condominio di via Labriola prescelto per la svolta “green”

Alessandro Cagossi
Il condominio di via Labriola prescelto per la svolta “green”

Sarà sottoposto alla trasformazione con il progetto internazionale Heart  L’obiettivo è arrivare a un risparmio energetico tra il 60 e il 90 per cento

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BAGNOLO.

Il condominio di via Labriola 65 e 67 è pronto a rinascere in chiave green. Questo grazie a un progetto innovativo e di portata internazionale che ha l’ambizione di trasformarlo in uno smart building ad alta efficienza energetica. Il progetto è stato presentato in due incontri, mercoledì e giovedì scorso: si chiama Heart (Holistic energy and architectural retrofit toolkit), ed è finanziato dal programma dell’Unione europea “Horizon 2020” e coordinato dal Politecnico di Milano; vi partecipano 16 partner provenienti da 11 diversi paesi europei, tra cui il Politecnico di Milano che ha affidato ad Acer Reggio Emilia, la direzione dei lavori.

Il primo incontro di mercoledì era dedicato ai partner del progetto, mentre il giorno successivo presso il cantiere si è tenuto un seminario aperto al pubblico con visita guidata in cui sono state illustrati i dispositivi che verranno installati nell’edificio.

La sperimentazione avviene su due palazzine che presentano le medesime caratteristiche – a Lione (Francia) e quello di via Labriola a Bagnolo – in situazioni climatiche simili, con necessità di riscaldamento invernale e raffrescamento estivo.

Il condominio di Bagnolo fu costruito nel 1985: su 4 piani e con 12 alloggi di dimensioni variabili tra i 43 e i 63 metri quadrati. All’edificio verranno installati pannelli modulari per l’isolamento delle facciate, tecniche e componenti per riqualificare gli infissi, tegole fotovoltaiche, una piattaforma cloud per monitorare e gestire i consumi energetici, fan coils per la climatizzazione degli ambienti, storage termico, batterie, pompe di calore e un convertitore multifunzionale.

Lo scopo dell’installazione di questo kit di strumenti e tecnologie all’avanguardia è di ridurre drasticamente i consumi energetici, con un risparmio complessivo su riscaldamento, climatizzazione estiva e produzione di acqua calda sanitaria variabile tra il 60% e il 90%, migliorando anche sensibilmente il comfort per gli abitanti che potranno gestire direttamente i propri consumi.

Il campo di applicazione ottimale di Hearth è rappresentato dagli edifici esistenti, sottoposti ad efficientamento energetico, ma il sistema può essere efficacemente impiegato anche nelle nuove costruzioni, attraverso eventuali incentivi pubblici e investimenti privati in un’epoca in cui il cambiamento climatico sta portando a un aumento del consumo di elettricità sia durante la stagione estiva che in quella invernale. Il quadro normativo europeo e nazionale prevede l’obbligo, a partire dal 1 gennaio 2021, di realizzare edifici ad “energia quasi zero”, edifici cioè per i quali almeno il 50% del fabbisogno energetico totale è coperto da fonti energetiche rinnovabili presenti in loco. —

Alessandro Cagossi

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