Gazzetta di Reggio

Reggio

IL PUSHER PENDOLARE 

Va a spacciare cocaina insieme “all’autista” Arrestato dalla polizia

Ambra Prati
Va a spacciare cocaina insieme “all’autista” Arrestato dalla polizia

Nigeriano di 42 anni scoperto a vendere 7 grammi di droga In casa nascondeva altro stupefacente e 2.430 euro

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REGGIO EMILIA

Spacciava cocaina nel parcheggio del supermercato di Correggio, dove consegnava ad un suo cliente abituale. Ed è proprio lì che è scattata la trappola dell’Antidroga della Squadra Mobile, che ha colto sul fatto Jude Odughu, 42 anni, nigeriano residente in città. Arrestato l’altro giorno, lo spacciatore ieri è comparso in tribunale ed è già libero (anche se già condannato) con la sola misura dell’obbligo di dimora nel comune di Reggio Emilia e l’obbligo di firma quotidiana in questura. Gli investigatori della polizia sono partiti da informazioni raccolte su un presunto giro di spaccio nel parcheggio del supermercato di Correggio. Un discreto appostamento ha consentito di assistere “in diretta” alla compravendita: un’auto, con a bordo lo spacciatore come passeggero e un amico come conducente, si è avvicinata a un italiano di 54 anni, che ha scambiato con il passeggero banconote in cambio di sette grammi lordi di cocaina. I tre sono stati subito bloccati dagli agenti in borghese: l’autista è risultato estraneo ai fatti, mentre il cliente ha confermato l’acquisto da quello che ha definito il suo fornitore di fiducia da tempo, cioè il 42enne, che aveva addosso 280 euro in contanti, mentre la macchina è risultata pulita.

È seguita a ruota la perquisizione domiciliare nell’appartamento del nigeriano, in un condominio di via Fenulli, dove gli agenti hanno fatto centro: sono stati trovati altri sette grammi di cocaina, già suddivisi in sei involucri, un frullatore con tracce di droga, un bilancino di precisione, materiale per il taglio e il confezionamento e ben 2.430 euro in contanti. A sufficienza per far scattare le manette ai polsi del 42enne.

Ieri mattina Odughu è comparso in tribunale per la convalida dell’arresto, alla quale è seguita la direttissima in rito abbreviato. L’interessato ha ammesso l’attività di spaccio occasionale, spiegando che lo fa per necessità alcune volte perché a causa del Covid ha perso il lavoro. Il pm Maria Rita Pantani ha chiesto il carcere, puntando sul pericolo di reiterazione del reato (l’uomo ha alle spalle un precedente specifico, è disoccupato e si presume che campi di spaccio) e sul fatto grave. Al contrario il difensore Alessandro Conti ha sostenuto il fatto lieve, seppur reiterato, e ha chiesto la derubricazione del reato in detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente di lieve entità. Tesi che è stata infine sposata dal giudice Silvia Guareschi: ha ritenuto l’obbligo di dimora e di firma misure sufficienti. A quel punto si è tenuto il processo con rito abbreviato e Odughu è stato condannato ad un anno di reclusione che sconta con i due obblighi citati. —



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