Via Roma si fa bella con la “nuova” piazza e un museo virtuale
Tolti dieci posteggi, al loro posto rastrelliere per biciclette, piante e panchine Il sindaco Vecchi: «Primo passo per una riqualificazione di tutto il quartiere»
REGGIO EMILIA
Se vi capiterà di imbattervi in persone che, cellulare in mano e cuffie nelle orecchie, passeggiano lungo via Roma fermandosi di tanto in tanto a leggere una targa o guardare verso l’alto, non stupitevi. Si tratta di una delle tante metamorfosi a cui il quartiere, ormai da diversi anni, ci ha abituati. Dopo essere stato laboratorio per diverse attività e approcci – diventando sede di mostre, residenze di artista, ma anche fucina di iniziative volte al coinvolgimento di tutti – via Roma apre un museo virtuale che si può visitare solo... sul posto. Un modo per entrare nella storia del Popol Giost ed esplorare il quartiere popolare in cui i cittadini si sono inventati una lingua cifrata e la neve era una rara occasione di manovalanza (“Il popolo giusto vuole la neve”).
«L’iniziativa dei cittadini di via Roma – spiega Carlotta Bonvicini, assessore alla sostenibilità con deleghe ad ambiente, agricoltura e mobilità – va a braccetto con alcuni interventi decisi dal Comune dopo un percorso partecipato con residenti e commercianti. Abbiamo tolto dieci posteggi dalla piazza del Popol Giost, smantellato i bagni pubblici e spostato la ecostation. Un piccolo passo verso una riqualificazione che ci sta a cuore, e con il quale desideriamo avviare un processo virtuoso».
Ieri, infatti, mentre i primissimi visitatori del museo di strada “Via Roma Zero” zampettavano da un punto all’altro del quartiere, insegnanti e studenti dell’istituto Scaruffi-Tricolore erano al lavoro in piazza per allestire il nuovo ingresso della scuola, più largo e sicuro, occupando lo spazio un tempo destinato alle automobili con panchine («Segno di civiltà», secondo l’assessore Bonvicini) e piante rigogliose.
Sull’asfalto sono comparsi cerchi colorati di blu, rosso, giallo e verde, e la scritta cubitale “Scuola”, «per far capire a tutti dove ci troviamo».
Trasformazioni che, al momento, non hanno intaccato la “vivacità” per cui via Roma è da sempre conosciuta. Restano le automobili parcheggiate ai lati della strada, le svolte che obbligano gli automobilisti a manovre chirurgiche per non toccare le biciclette spesso contromano, e frotte di pedoni che occupano marciapiedi ma anche parte di carreggiata. E poi l’ortofrutta vicino al ristorante l’esotico, il mercatino dell’usato, la lavanderia a gettoni, il kebabbaro, il barbiere. Persone dall’aria sbandata, accanto a cui camminano ragazze e ragazzi vestiti all’ultima moda.
«Da piazza del Popol Giost – il commento del sindaco Luca Vecchi – è iniziato un percorso che ha l’obiettivo di valorizzare e riqualificare tutto il viale, e che andrà avanti non solo nei prossimi mesi ma anche nei prossimi anni. Siamo partiti da una operazione di restyling urbano che vuole rendere piazza del Popol Giost sempre più una piazza, ossia un luogo di relazione, e non soltanto, come storicamente è sempre stato, un parcheggio per le auto».
Anche per questo al posto dei dieci posteggi tolti («E che comunque verranno recuperati nelle immediate vicinanze», assicura il sindaco) verranno messe rastrelliere in grado di accogliere decine di biciclette, degli studenti ma anche dei residenti e delle persone di passaggio. L’idea è quella di fare in via Roma ciò che è stato fatto anche in altre zone della città: «Lo sappiamo – anticipa il sindaco – quando una piazza o una strada diventano città possono sorgere delle polemiche, ma quando poi l’intervento viene completato quello diventa un luogo di incontro e relazione. Potrei citare piazza Roversi, che oggi è il luogo più fotografato di Reggio. Ed è ovvio che in questi luoghi riqualificati migliora, poi, la residenza, fiorisce il commercio ma soprattutto aumenta la sicurezza. Iniziamo dalla piazza del Popol Giost, luogo simbolo di via Roma, per migliorare la qualità della vita, la residenza e il commercio, anche investendo importanti risorse dell’amministrazione con un progetto che parte oggi e proseguirà fino al 2024». —
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