Billions, Fontanesi si difende «Solo dipendente di una ditta»
«Ho sempre denunciato questo sistema e i miei trascorsi politici non c’entrano» Per gli inquirenti il 46enne muoveva soldi per uno dei capi dell’organizzazione
Tiziano Soresina
REGGIO EMILIA
All’alba di mercoledì anche al 46enne Alessandro Fontanesi – conosciuto in città per i suoi trascorsi politici – è stato notificato un provvedimento restrittivo (l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) legato all’operazione Billions del pm Giacomo Forte, con al centro un flusso milionario di fatture per operazioni inesistenti.
Fontanesi risulta indagato come partecipe dell’associazione a delinquere che offriva “servizi finanziari illegali”. Accusa che il 46enne – difeso dall’avvocato parmigiano Daniele Carra – rispedisce al mittente.
LA REPLICA
«Sì "sono finito nei guai", purtroppo e mio malgrado, incluso tra centinaia di nomi da cui prendo le distanze più assolute. Nomi che non conosco – spiega alla Gazzetta – ma che già sono diventati di dominio pubblico in altre indagini. Il mio passato nella politica quale segretario dei Comunisti Italiani, concluso ormai da tre anni, in tutto questo non c'entra nulla, tengo a precisarlo per difendere come ho sempre fatto, la storia dei comunisti. Ma il punto oggi è un altro, qui si tratta di difendere me stesso da un sistema che, anche quando in prima persona facevo politica, ho sempre cercato di denunciare e contrastare nei limiti delle mie possibilità, con diverse iniziative pubbliche che lo confermano. Da oggi devo difendere me stesso, sottoposto ad una indagine di enorme gravità, che riguarda il lavoro che svolgo come dipendente di una azienda, di cui non sono io amministratore o legale rappresentante. Attendo ovviamente il corso della giustizia – conclude Fontanesi – senza per questo sottrarmi alle mie responsabilità, come ho sempre fatto nella mia vita, certo della completa estraneità a tutto questo». Il gip Luca Ramponi – firmatario dell’ordinanza attraverso cui sono state emesse le misure cautelari – descrive Fontanesi come «collaboratore stabile di Michele Caccia (considerato dagli inquirenti uno dei dieci al vertice dell’organizzazione, ndr), inserito nel gruppo da questi capeggiato, con un ruolo di supporto al Caccia nella emissione di fatture per operazioni inesistenti, sebbene sia assunto formalmente come dipendente della Omc».
FLUSSI FINANZIARI
Poi l’affondo accusatorio sempre del gip Ramponi: «Orbene, le intercettazioni telefoniche rivelano sicuramente la movimentazione di flussi finanziari operata da Fontanesi per conto del “capo” suo superiore. Tale attività è svolta con perizia da Fontanesi che è bensì esecutore di direttive sui bonifici e trasferimenti provenienti da Caccia ma chiaramente è ben a conoscenza del significato e funzione di quei trasferimenti di danaro». —
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