Il Covid cancella il corteo matildico ma non la voglia di una festa medievale
Successo per “Gens Mathildis” organizzato insieme alle contrade Ai piedi del castello il villaggio con antichi mestieri, figuranti e spettacoli
l’evento
Se è vero che il Coronavirus alla fine è riuscito a cancellare l’edizione 2020 del Corteo Matildico – prima rinviato da maggio a settembre, quindi definitivamente annullato – non è vero che Quattro Castella si è arresa e ha rinunciato alle suggestioni medievali che è tanto abile a ricreare grazie alle sue valorose contrade. Sì, perché l’atmosfera che si è respirata ieri per tutta la giornata sotto il castello del Bianello è stata quella che tanto piace del corteo, anche se per quest’anno è stata senza Matildice.
“Gens Mathildis” – l’evento organizzato dal Comitato del Corteo Matildico in collaborazione con Contrada Borgoleto, Lottatori del ponte, Gruppo Villici, Contrada Monticelli, Maestà della Battaglia, Arcieri guardia dei Canossa e tanti gruppi di rievocazione storica provenienti da tutta Italia – è stata una vera e propria rappresentazione di un villaggio medievale in quella cornice che non smette di essere magica e incantevole dei colli e del castello.
Iniziata al mattino, con il sindaco Alberto Olmi in fascia che ha dato “il via alle danze”, fino al tardo pomeriggio, complice una giornata più soleggiata delle aspettative, a essere protagonisti sono stati sbandieratori, musici, giullari, armigeri, tiratori con l’arco. Sui prati di Bianello è stato anche possibile allestire un’arena da 200 posti su cui si sono alternati in tre turni gli spettacoli. Tra i protagonisti anche i rapaci dell’associazione “Le ali della terra”, che promuovere la falconeria nell’era moderna. Ovviamente, la parola chiave della giornata è stata: sicurezza. Al punto che all’ingresso dell’area dell’evento agli spettatori è stata misurata la temperatura e la mascherina era obbligatoria. Un pit stop necessario a rendere possibile l’appuntamento che è riuscito a richiamare tanti visitatori, famiglie con bambini in particolare, che si sono lasciati affascinare dai sapori di un tempo lontano, dalle rappresentazioni di mestieri antichi e dalla bravura dei ragazzi e delle ragazze delle contrade che dopo lo stop dovuto prima al lockdown e poi a un’estate orfana di tanti appuntamenti nelle piazze italiane, hanno potuto riprendere in mano bandiere, tamburi e chiarine e mostrare a tutti cosa sanno fare. Tra gli applausi del pubblico, naturalmente. —
Elisa Pederzoli
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