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fatture false milionarie: IERI 16 interrogatori 

Billions, Sestito e Caccia chiariscono le posizioni «Leali con gli inquirenti»

T.S.
Billions, Sestito e Caccia chiariscono le posizioni «Leali con gli inquirenti»

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REGGIO EMILIA

La lunga giornata, in tribunale, degli interrogatori di garanzia legati alla maxi operazione Billions che fa capo al sostituto procuratore Giacono Forte. Ieri sono risultate 16 le persone sentite sottoposte a misura cautelare, oggi sarà la volta di altrettanti indagati che compariranno davanti al gip Luca Ramponi.

Una maratona giudiziaria che, come nella scorsa settimana, è stata caratterizzata da non pochi silenzi in aula, infatti solo due indagati hanno risposto alle domande del magistrato che ha firmato l’ordinanza. Di prima mattina si è avvalso della facoltà di non rispondere Pietro Arabia (41 anni, di Campegine) che è in carcere ed è considerato dagli inquirenti uno dei dieci al vertice dell’associazione a delinquere che offriva “servizi finanziari” illegali. Arabia è difeso dal legale Giuseppe Migale Ranieri, come pure Antonio Maurone (45 anni, di Reggio Emilia) e Riccardo Bennici (32 anni, di Reggio Emilia) che sono agli arresti domiciliari. Tutti e tre gli assistiti da Migale Ranieri hanno scelto di non parlare in questa fase dell’indagine: «Mi riservo di studiare prima attentamente tutti gli atti – spiega il difensore – per eventualmente fare poi richiesta per i tre miei assistiti di una misura cautelare alternativa». Scelta difensiva del silenzio pure da parte di Carlo Muto (48 anni, di Reggio Emilia) che è difeso dall’avvocato Mattia Fontanesi. Muto è agli arresti domiciliari

Hanno, invece, parlato due altri “capi” – così individuati secondo gli accertamenti della Procura – di questa organizzazione che avrebbe architettato un flusso milionario di fatture per operazioni inesistenti.

Si tratta di Antonio Sestito (40 anni, di Cadelbosco Sopra) e Michele Caccia (44 anni, di Reggio Emilia). Sono entrambi agli arresti domiciliari: il primo ha parlato per circa mezz’ora, il secondo per un’ora. Sono tutelati dall’avvocato Daniele Carra: «Hanno risposto alle domande del gip Ramponi – commenta, al termine, il difensore – fornendo indicazioni che reputo utili per il giudice, affinché comprenda meglio la reale portata del loro coinvolgimento che è marginale. Entrambi hanno avuto un atteggiamento leale verso gli inquirenti».

L’avvocato Carra ha chiesto la revoca o la sostituzione della misura restrittiva per Caccia, ma il gip Ramponi deciderà sul punto nelle prossime ore. Oggi si replica. —

T.S.

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