Grande affluenza, grandi rischi sabato si sono perse 3 persone
L’arrivo di tanti escursionisti provoca anche situazioni di criticità. Nello scorso weekend i soccorritori sono stato messi a dura prova
ventasso
La passione per i funghi ha sempre portato con sé notevoli afflussi di persone, dirette verso il medio e soprattutto verso l’Alto Appennino. Un movimento costante, e il 2020 non ha fatto eccezione. Anzi, visto che l’emergenza sanitaria ha ridotto vacanze e viaggi lontani, in tanti sono stati invogliati a riscoprire il proprio Appennino e i boschi ricchi di funghi, in primavera così come in autunno.
Un numero così elevato di persone in giro per sentieri e aree selvatiche – zone non sempre semplici da affrontare se non perfettamente attrezzati – ha causato anche diversi incidenti, fra smarrimenti, cadute, storte e sinistri assortiti: lo scorso fine settimane in questo senso è stato particolarmente impegnativo per i soccorritori. Non sono stati infatti solo impegni nelle ricerche di Paolo Bertolini, ma solo nella giornata di sabato ci sono stati altri interventi legati ai cercatori di funghi. Due persone avevano smarrito la strada, poi fortunatamente ritrovata; un 90enne in difficoltà per lo stesso motivo è stato soccorso da un mezzo quad incontrato tra i sentieri.
Ma non solo. A fine agosto, sopra Ospitaletto, nella meravigliosa area che conduce verso il passo di Pradarena diversi autisti si sono trovati con gli pneumatici della automobili squarciati. I mezzi erano stati lasciati a fianco dei sentieri da cercatori risaliti poi fra le piante. Un’antica “usanza”, un tempo tipico duello fra toscani ed emiliani in trasferta, tornata sgradevolmente di moda. Un altro problema è quello dell’eccessivo affollamento con stradine sterrate piene di automobili che possono intralciare i soccorsi. —
Adr.Ar.
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