Sport in ginocchio per colpa del Covid Gli impianti chiusi affondano Reggio
Nella classifica del Sole 24 Ore scivoliamo al 57esimo posto In grave difficoltà le scuole sportive per ragazzi e le società
REGGIO EMILIA
Reggio Emilia svetta nelle classifiche del Sole 24 Ore. Non capitava da anni. Purtroppo il quinto posto ce lo siamo guadagnati per gli effetti – nefasti – del Covid sullo sport.
È stata pubblicata ieri la classifica sull’indice di sportività, che tiene conto di una trentina di fattori – come il numero delle società sportive ai massimi livelli, quello delle società dilettantistiche, ma anche il numero di tesserati e di eventi organizzati, per finire con la graduatoria degli impianti – riconducibili a quattro aree tematiche: struttura sportiva, sport di squadra, sport individuali, sport e società.
Quest’anno, però, ai 32 indicatori già utilizzati lo scorso anno è stato necessario aggiungere quattro nuove voci per misurare l’impatto del Covid e delle regole anti-contagio sullo svolgimento dell’attività sportiva a tutti i livelli. Ed è qui che Reggio si è messa “in mostra”. Cinquantasettesima su 107 nella classifica generale, la nostra città è stata la quinta più penalizzata dalla pandemia dopo Trento (che senza il Covid avrebbe conquistato la medaglia d’oro), Rimini, Aosta e Genova. A pesare sono state soprattutto la chiusura temporanea e la limitazione dell’attività di scuole sportive per ragazzi (come scuole calcio e scuole basket) e delle imprese che gestiscono gli impianti (per questo indicatore Reggio è addirittura sul podio, piazzandosi al terzo posto). Oltre alle difficoltà connesse alla ripartenza dei campionati con la rinuncia di alcune squadre, l’auto-retrocessione di altre e, più in generale, la limitazione alla presenza del pubblico.
Guardando agli altri indicatori, spiace constatare che in soli quattro anni siamo passati dal secondo al 22° posto nella classifica del basket. D’altra parte quella del 2015/16 è stata un’annata magica, con la Grissin Bon che aveva trionfato in Supercoppa e aveva raggiunto la finale scudetto, mentre Bmr Scandiano e Montecchio avevano agguantato due storiche promozioni in serie B e serie C Gold. Buono, invece, il piazzamento nella graduatoria del rugby e in quella degli altri sport di squadra (baseball, cricket, football americano, hockey, pallamano, pallanuoto e softball): qui Reggio è nona.
Il tasso di praticabilità sportiva (che tiene conto della presenza di società sul territorio) ci vede al 33° posto, scendiamo al 42° per quanto riguarda il numero dei tesserati Coni. Per quel che riguarda gli enti di promozione sportiva (nello specifico Csi e Uisp) siamo sesti, contro il quinto posto del 2019.
Netto il peggioramento per quel che riguarda l’attività sportiva nell’infanzia. Per numero di praticanti e risultati, Reggio si piazza al 40° posto, mentre nel 2019 era 29esima. Questa differenza di piazzamento conferma la crescente difficoltà delle società sportive a barcamenarsi tra spese ed entrate, ma rivela anche che molte famiglie sono costrette a tagliare la voce “sport” dal bilancio familiare.
Nel 2019 la nostra città era arrivata 45esima nella classifica generale, 43esima nel 2018, 44esima nel 2017. Nella classifica sull’indice di sportività di quest’anno siamo 57esimi. Un altro scivolone? Sì e no. Se non ci fosse stato il Covid – con la pausa forzata in primavera, le misure di sicurezza (giustamente) imposte e le nuove difficoltà correlate – Reggio starebbe festeggiando una piccola “ascesa”: ci troveremmo infatti al 39esimo posto. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google