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caso palamara, udienza al csm 

Nell’intercettazione all’hotel parla Morlini «A Lanzi tredici voti»

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REGGIO EMILIA

Con un’agenda dai tempi serrati, anche ieri si è tenuta un’udienza sul caso Palamara davanti alla sezione disciplinare del Csm che ha ascoltato Francesca Romana Soccorsi, perita delle trascrizioni di quanto intercettato la sera tra l'8 e il 9 maggio 2019 all'hotel Champagne di Roma, durante l'incontro – per parlare della nomina del nuovo procuratore del tribunale di Roma – avvenuto tra cinque consiglieri del Csm poi dimessisi (fra cui il giudice reggiano Gianluigi Morlini, al tempo presidente della Quinta Commissione competente sulle nomine), i politici Luca Lotti e Cosimo Ferri, e lo stesso Luca Palamara. Secondo la ricostruzione fatta attraverso l’intercettazione, Lotti quella notte arriva alla riunione in hotel quando Palamara, Ferri e Morlini stanno ipotizzando il numero di voti che potrebbe incassare il procuratore generale di Firenze – Marcello Viola – in corsa per la guida della Procura di Roma. Nei discorsi captati si sente la voce del giudice reggiano che, conteggiando i voti del laico Alessio Lanzi, dice «Lanzi tredici».

In aula è sempre teso il clima tra la difesa dell'ex presidente dell'Anm, rappresentata dal consigliere di Cassazione Stefano Guizzi, e i rappresentanti dell'accusa, l'avvocato generale Pietro Gaeta e il sostituto pg Simone Perrelli. Più volte il difensore di Palamara ha chiesto spiegazioni alla teste su piccole discrepanze nelle trascrizioni, dopo che la perita aveva fatto presente che si sovrapponevano sette voci durante l'incontro all'hotel e a volte ha dovuto dichiarare «incomprensibile» qualche parola. Per la difesa di Palamara le intercettazioni sono inutilizzabili e una decisione verrà presa nei prossimi giorni. —

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