«Contro la mafia serve un’azione corale per evitare la sconfitta»
GUASTALLA
«Parlare di mafia a voi giovani è fondamentale, perché se la studiate e la conoscete impedirete che la criminalità organizzata vi mangi tutto. La mafia è un parassita che si alimenta delle ricchezze di altri attraverso appalti pubblici, estorsioni, taglieggiando e spolpando le aziende sane».
Così ha esordito, nel suo intervento, Luca Ponzi, giornalista di Rai3, ospite nei giorni scorsi della serata organizzata nell’ex chiesa di San Francesco dall’Unione dei Comuni Bassa reggiana e dal Comune di Guastalla, dal titolo “Contrastiamo la mafia. I nuovi scenari”, alla quale ha preso parte anche Tiziano Soresina, giornalista della Gazzetta di Reggio e autore del libro “I mille giorni di Aemilia”, dove racconta il maxiprocesso contro la ’ndrangheta.
La serata è stata condotta e moderata da Camilla Verona, sindaco di Guastalla e presidente dell’Unione. I due giornalisti, in perfetta sintonia, non hanno solo parlato di Aemilia, ma anche della nuova indagine Billions che ha scoperto una centrale di fatture false proprio a Reggio Emilia. Soresina si è detto poi «sconcertato» dal recente ritrovamento, da parte degli inquirenti, di un arsenale nascosto nella casa di un pregiudicato: «Anche se la mafia spara meno, manifesta sempre una connotazione violenta del suo modus operandi tra intimidazioni e minacce. Restano ancora un mistero alcuni spari ai danni di attività commerciali e diversi roghi di auto a Reggio Emilia e provincia. L’arsenale rinvenuto dai carabinieri mi ha molto colpito. Perché stanno girando tante armi a Reggio Emilia? – si è chiesto Soresina – A chi e a cosa servono?». Per il collega Ponzi la presenza delle armi potrebbe rappresentare una sorta di resa dei conti tra vecchi e nuovi boss per riportare un certo “equilibrio” tra i capi mafia. Durante i vari interventi è stato dato spazio agli studenti delle classi quarte del liceo scientifico e scienze umane che hanno spiegato il loro percorso scolastico sulla mafia, grazie anche al lavoro di tre professoresse del Russell su progetti dedicati alla legalità, dal titolo “Costruire cittadinanza – Educare alla legalità”: Luciana Amadasi (storia dell’arte) Daniela Codeluppi (italiano) e Anna Rosa Mantelli (storia e filosofia). Ponzi ha ribadito che «la mafia è solo interesse e niente onore, e che trova terreno fertile nella politica, nell’imprenditoria e nella società civile. La mafia porta alla morte delle aziende per soffocamento – ha detto –. La ’ndrangheta non rispetta le regole, non paga tasse, non paga Iva, può applicare prezzi bassi e concorrenziali. Lo scopo della mafia è solo quello di arricchirsi». Ponzi ha poi aggiunto: «Si tratta di capire quali danni, in gran parte irreparabili, sono stati causati dal sistema mafioso, quante aziende sono state taglieggiate». Alla domanda del sindaco Verona su «come difendersi dalla mafia», sia Soresina che Ponzi hanno risposto: «Denunciare sempre, ma anche segnalare situazioni strane in anonimato. La politica ha una responsabilità enorme. Non vinceremo – hanno detto i due giornalisti – fino a quando non spezzeremo i legami con la politica». Al termine della serata Soresina si è complimentato con gli studenti per come hanno elaborato il loro percorso sulla legalità. «Tutti dobbiamo fare la nostra parte, dall’ortolano al sindaco – ha concluso Soresina – serve un’azione incisiva e corale, altrimenti abbiamo perso in partenza». —
M.P.
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