Nega le violenze sulla madre ma per una dose ha venduto il cane
Il 45enne arrestato domenica dalla polizia per minacce e maltrattamenti dopo la convalida è stato rimesso in libertà
REGGIO EMILIA
Ha negato su tutti i fronti, affermando che anche la madre (come le precedenti denunce sporte contro di lui dalla nonna e da due vicini di casa) si è inventata tutto. Eppure dagli atti risulta che Jean Claude Bressan, 45 anni, il cittadino italiano di origini francesi arrestato domenica scorsa dalla polizia di Stato dopo aver sfasciato la casa in cerca di soldi perché tossicodipendente, avrebbe perfino venduto il cane in cambio di pochi euro da scambiare con una dose di droga.
Il giudice Dario De Luca ha dato credito al 45enne, già tornato in libertà in attesa del processo.
Quando la pattuglia della polizia è intervenuta domenica in una palazzina di via Geminiani, a Pieve Modolena, per una lite in famiglia, gli agenti hanno trovato la madre in strada, agitata e spaventata.
La donna ha spiegato ai poliziotti che all’interno dell’appartamento devastato c’era il figlio: aveva chiesto denaro e quando lei si è rifiutata, il 45rnnr ha iniziato a spaccare mobili e a passare da una stanza all’altra, mettendo a soqquadro la camera da letto e minacciando di picchiarla.
La donna, che ha raccontato di subìre da anni le angherie del figlio, ha sporto denuncia (la quarta) e il magistrato di turno, il sostituto procuratore Maria Rita Pantani, ha disposto l’arresto del 45enne per i reati di estorsione, maltrattamenti in famiglia e minacce.
Comparso ieri mattina in tribunale per l’udienza di convalida dell’arresto (l’estorsione non è stata addebitata, trasformata in violenza su cose e persone, più i maltrattamenti e le minacce) il 45enne, difeso dall’avvocato Pasquale Granato, ha risposto alle domande del giudice.
Secondo la sua versione, le accuse non corrispondono a verità: sarebbero fandonie inventate dai querelanti per toglierselo di torno.
L’indagato ha ammesso solo parzialmente le sue responsabilità, affermando che la sua unica colpa è quella di aver danneggiato mobili e porte di casa in cerca di denaro.
Il giudice gli ha creduto, respingendo la richiesta di custodia cautelare avanzata dal pm onorario sulla base della presunta pericolosità e del rischio di reiterazione del reato. Bressan è libero, con l’unico obbligo di trovarsi un altro alloggio e con la diffida ad avvicinarsi alla madre. —
AM.P.
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