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IL PROGETTO 

“Piùdiuno. Cultura per la scuola”, un anno di proposte educative a Reggio Emilia

Nicole Nasi
“Piùdiuno. Cultura per la scuola”, un anno di proposte educative a Reggio Emilia

L’assessore Raffaella Curioni: «Contiamo su oltre 50 soggetti, di cui 15 rappresentati dai servizi comunali» 

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REGGIO EMILIA. «Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo». È con questa profonda frase di Gianni Rodari che è stata presentata ieri mattina l’undicesima edizione del progetto “Piùdiuno Reggio Emilia. Cultura per la scuola 2020/2021”, dedicata proprio allo scrittore nel centenario della sua nascita.

Curata da Roberta Conforti e nata dalla collaborazione tra l’amministrazione, le istituzioni, le associazioni, le fondazioni e i servizi del territorio, si tratta di un’offerta culturale integrata, in tutti i campi della conoscenza, delle arti e del sapere, rivolta alle scuole del nostro territorio di ogni ordine e grado, compresa l’università, consultabile online sul sito del Comune www.comune.re.it/piùdiuno.

Una molteplicità di proposte in presenza e in remoto che offrono a studenti, giovani, docenti, operatori culturali e famiglie, preziose occasioni di apprendimento per divenire sempre più “città dell’educazione”.

«“Piùdiuno” – spiega l’assessora all’educazione e conoscenza Raffaella Curioni – è uno dei progetti più importanti che la nostra città dedica alla scuola. Punto di ripartenza concreto dopo il difficile periodo di lockdown. Quest’anno contiamo su oltre 50 soggetti di cui 15 sono costituiti dai servizi comunali. Si tratta di una sfida, ma soprattutto di una scelta coraggiosa che vuole accompagnare i ragazzi nel rientro a scuola con grande qualità di contenuti educativi, formativi e culturali».

«Le novità di questa edizione – chiarisce l’assessora alla cultura e alle pari opportunità Annalisa Rabitti – è stata la possibilità di candidarsi tramite un bando di evidenza pubblica, grazie al quale è stata possibile una nuova apertura; accanto ai partner consolidati, infatti, si sono presentati tanti nuovi soggetti che rappresentano differenti sfaccettature della cultura. Proprio la diversità ha stimolato interventi educativi volti all’integrazione delle fragilità come ad esempio le disabilità, l’identità di genere e l’orientamento affettivo-sessuale».

IL COMUNE E LE FONDAZIONI

Come ogni anno la prima protagonista è la Biblioteca Panizzi che con la proposta “Scuola in biblioteca” ha organizzato due laboratori dedicati alla fotografia. Un gradito ritorno è “/Bao’bab/“ con incontri d’autore, letture e concorsi per sollecitare la creatività. Tutto da scoprire è il cartellone cinematografico dell’Officina Visionaria, mentre curiosa è la programmazione allo Spazio Culturale Orologio che ha come obiettivo l’ascolto. SD Factory si trasformerà in uno spazio di co-working per i nuovi linguaggi e l’InfoGiovani sarà un punto cruciale per l’orientamento. Insolito sarà l’ingresso nelle scuole del Museo con il progetto “Delivery Museum”. Non mancheranno i momenti dedicati al teatro e alla danza in tutte le loro forme grazie al lavoro della Fondazione I Teatri e Fondazione Nazionale della Danza, così come le esperienze pensate ad hoc da Palazzo Magnani, Reggio Children, l’Istituto Peri, Istoreco, Mondoinsieme e Fondazione Maramotti.

GLI ENTI

Proprio dedicato a Rodari è il progetto letterario dell’Associazione degli Italianisti, mentre Granello di Senape e Legambiente si occuperanno rispettivamente di fenomeni socioculturali e ambiente. Da sottolineare è l’esperienza “In-differenza” dell’Associazione Nondasola per sensibilizzare i giovani riguardo alla violenza di genere. Circo, natura, musica, movimento e arte saranno protagonisti tanti altri progetti alternativi pensati per i ragazzi. Si ricorda che dato il momento di emergenza le proposte potranno subire variazioni, si consiglia quindi di consultare il sito www.comune.re.it/piùdiuno nel mese di gennaio per tutti gli aggiornamenti. —




 

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