È in arrivo la riforma sull’abuso d’ufficio
REGGIO EMILIA
L’inchiesta sui dirigenti è derivata da un’attività investigativa che diventò di dominio pubblico perché fu comunicato dallo stesso Comune di Reggio Emilia. Pur essendo giunta al termine da un po’ di tempo, la procura stava attendendo l’esito della riforma dell’abuso d’ufficio. Una “revisione” inserita quest’estate nel “decreto semplificazioni” che riduce la rilevanza penale del reato, e che potrebbe cambiare i capi di imputazione, facendo anche uscire dall’inchiesta degli indagati. La riforma non è ancora attuata ma l’indugio in merito sembra già superato da parte della procura di Reggio. Le indagini si sono infatti concluse con l’avviso inviato a 5 indagati su 18, per solo due dei quali resta in piedi già ora l’abuso d’ufficio.
Sullo sfondo resta anche la seconda inchiesta sul Comune, quella sugli appalti che vede indagate 26 persone tra dipendenti comunali e soggetti esterni. Quella sugli incarichi in Comune è una vicenda che colpisce parte del vertice amministrativo della macchina comunale degli ultimi anni, con nomi che compaiono anche nell’inchiesta sugli appalti. C’è ad esempio Santo Gnoni, indagato in ambo i procedimenti, o l’avvocato Paolo Coli, che nell’inchiesta sugli appalti risulta indagato mentre in quella sulle nomine dei dirigenti era tra gli avvocati nominati a difesa dei dirigenti indagati.
Resta da capire ancora se sia profondamente cambiata l’impostazione della procura nell’inchiesta sulle nomine o se sia frutto di eventuali stralci di posizioni. Certo è che rispetto allo scoppio dell’indagine, l’inchiesta sembra più defilata. —
E.L.T.
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