«Mes? Non è indispensabile ma credo che possa aiutare»
L’economista Carlo Cottarelli ospite del Rotary ha parlato delle conseguenze della pandemia e del debito pubblico in Italia
Andrea Vaccari / GUASTALLA
Un’ora di analisi della situazione economica italiana, ricca di spunti, che ha fornito un quadro preciso dell’attuale situazione del Paese. È il bilancio della serata che si è svolta mercoledì al teatro Ruggeri di Guastalla dove, ospite del Rotary, è stato il noto economista Carlo Cottarelli.
Intervistato dall’ex presidente rotariano Roberto Simonazzi, Cottarelli ha disquisito su tutti i temi più attuali della nostra economia, dal Mes al Recovery Fund, cercando di sviscerare quali conseguenze potrebbe lasciare un’emergenza come quella legata al Covid-19. Tanti gli imprenditori presenti, così come gli amministratori locali e i professionisti. «Lo Stato – ha affermato – deve investire risorse nell’economia e lo sta facendo. Fortunatamente ora si può finanziare con i soldi europei: quest’anno e l’anno prossimo ci saranno quelli della Banca centrale europea, poi arriveranno quelli del Recovery Fund. Ma la vera sfida sarà quella di mettere in piedi riforme che facciano crescere il Paese altrimenti non riusciremo mai a ripagare il debito pubblico che ci troviamo».
Introdotto dalla sindaca di Guastalla, Camilla Verona, l’economista ha tracciato un excursus degli ultimi anni dell’economia italiana. «Come sarà il futuro – ha spiegato – dipende da noi. Già prima del Covid non è che andassimo benissimo: negli ultimi vent’anni, su 180 paesi eravamo al 170esimo posto come tasso di crescita del reddito. Al momento non è dato sapere come sarà il futuro, queste crisi sanitarie sono violente ma passano. Pensiamo alla Spagnola o all’Asiatica: non hanno lasciato grandi tracce. Non ricordo di libri che ne abbiano trattato delle conseguenze economiche». Quello del debito pubblico è stato un tema ricorrente: «Negli ultimi anni la crescita in termini di reddito pro capite è stata zero. Dobbiamo crescere del 2% se vogliamo sostenere il debito pubblico nel tempo, dobbiamo accelerare il processo di crescita. Nell’immediato non credo che l’Italia avrà crisi finanziarie, perché i soldi europei ci daranno una bella mano». Non è mancata, poi, una strizzata d’occhio agli imprenditori: «L’Italia è un paese nel quale gli investimenti delle imprese sono frenati a causa di tre fattori principali: l’alta tassazione, la burocrazia e la lentezza della giustizia». E un accenno al Mes: «Sì o no? Sono stufo di questa domanda. Non lo ritengo indispensabile ma può aiutare, non ha senso rifiutarlo». E un riferimento alla mancata esperienza da presidente del Consiglio (aveva accettato con riserva l’incarico da Mattarella per poi rinunciare dopo che si erano create le condizioni per un Conte bis): «Avrei dovuto portare il Paese alle elezioni ma alla fine è sorta la nuova maggioranza. È stato meglio così, così io e mia moglie abbiamo potuto farci le vacanze estive». —
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