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via Caduti del Muro di Berlino 

Dal cantiere del biogas riemerge dopo decenni una bomba inesplosa

Dal cantiere del biogas riemerge dopo decenni una bomba inesplosa

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REGGIO EMILIA.

Quando la ruspa ha fatto un rumore metallico, l’operaio si è avvicinato, ha spostato del terriccio e si è reso conto di aver rinvenuto un residuo bellico.

Questo l’allarme che è scattato giovedì pomeriggio, quando la polizia di Stato è intervenuta per la scoperta di un obice, ovvero un’arma da fuoco di artiglieria della seconda guerra mondiale dissepolta dopo decenni dal cantiere per l’impianto di biogas.

Alle 15.40 di quel giorno in via Caduti del Muro di Berlino, infatti, un dipendente di una ditta stava eseguendo dei lavori di bonifica per la fase preparatoria del cantiere affidato in appalto alla società Iren Spa per la realizzazione dell’impianto di biogas per lo smaltimento di rifiuti organici.

Il cantiere si trova precisamente in via Caduti del Muro di Berlino, a 200 metri dalla strada provinciale 113 al chilometro 4.

Su richiesta dell’operaio, che ha lanciato l’allarme, la sala operativa della questura ha immediatamente inviato sul posto una pattuglia della Volante, che in effetti ha constatato la presenza del residuato bellico a una profondità di poco più di un metro.

L’ordigno è un munizionamento da obice lungo 60 centimetri inesploso, piuttosto comune e utilizzato dall’esercito italiano durante la seconda guerra mondiale.

In attesa dell’arrivo degli artificieri da Bologna si è deciso di mettere in sicurezza l’area seppellendo e segnalando l’ordigno: lo scavo è stato ricoperto, l’area circoscritta e segnalata da cartelli che indicano dove è collocato esattamente il residuato bellico. —

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