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Incarichi in municipio a Reggio Emilia, il sindaco sull’inchiesta: «Non parteciperò a risse politiche»

Incarichi in municipio a Reggio Emilia, il sindaco sull’inchiesta: «Non parteciperò a risse politiche»

Luca Vecchi dopo il “fine indagini” a cinque dirigenti: «Se necessario, l’amministrazione si tutelerà»

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REGGIO EMILIA . Indagini chiuse anche per la seconda inchiesta aperta sul Comune, in cui la procura reggiana imputa ad alcuni dirigenti comunali di aver assegnato nel 2013, con un regolamento contestato dalla Corte dei conti regionale e cambiato solo in seguito, incarichi di consulenza di importi variabili tra le poche centinaia fino ai 20.000 euro.

Falso e abuso d’ufficio i reati che a febbraio del 2019, quando il caso era stato reso noto dalla stessa amministrazione, erano ipotizzati per 18 figure apicali dell’ente locale. L’avviso di conclusione delle indagini è arrivato invece solo a cinque dirigenti.

«La notizia in sé ha aspetti positivi che ridimensionano in modo significativo la portata di quanto emerso oltre un anno fa», commenta il sindaco Luca Vecchi. «Ma così come in un’altra inchiesta riguardante figure la cui attività lavorativa è o è stata connessa all’amministrazione ritengo che la giusta condotta davanti alla situazione in corso sia mantenere un atteggiamento equilibrato e cauto e, al tempo stesso, improntato ai quei principi di garantismo sanciti dalla nostra costituzione».

Che si sostanziano, spiega il primo cittadino, «nella fiducia nei confronti della magistratura, che da parte di chi scrive non è mai mancata, nel rispetto dei procedimenti in corso e al tempo stesso nella fiducia che le persone interessate abbiano la capacità di chiarire i rilievi loro contestati».

Il Comune quindi «segue con attenzione l’evolversi dell’iter, così come avvenne lo scorso anno quando applicando una circolare Anac intervenne opportunamente e tempestivamente ruotando i dirigenti coinvolti nell’inchiesta, all’epoca aperta».

Vecchi ricorda poi «a chi, per mera logica di speculazione politica chiede provvedimenti punitivi in assenza di una qualsivoglia condanna» che «allo stato attuale dei fatti queste persone sono indagate, nemmeno imputate». E pertanto, aggiunge il primo cittadino «replico che ritengo il diritto di difesa uno dei capisaldi della democrazia nella quale viviamo, senza il quale la nostra società si allontana dai principi di civiltà del diritto. Ciò vale e deve valere sempre, per qualsiasi cittadino».

Qualora «dovessero emergere responsabilità ed esserci pronunciamenti contrari nel procedimento, l’amministrazione comunale di Reggio Emilia ha gli strumenti e i modi per tutelare il suo buon nome e la sua credibilità in modo coerente e conseguente». Tuttavia, avvisa Vecchi, «non prenderò parte ad alcuna rissa mediatico-politica sul tema».

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