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violenze domestiche 

Stalking e maltrattamenti Impennata post lockdown

Ambra Prati
Stalking e maltrattamenti Impennata post lockdown

Sono trenta gli ammonimenti firmati dal questore nell’ultimo mese e mezzo

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REGGIO EMILIA.

Trenta ammonimenti firmati dal questore di Reggio Giuseppe Ferrari nell’ultimo mese e mezzo, emessi nei confronti di chi si è macchiato di stalking (16 ammonimenti) o maltrattamenti in famiglia (14). Un fenomeno, quello della violenza di genere, che ha subìto un’impennata nel periodo post Covid, tanto che, per volere del questore, alla sezione preposta della Mobile è stata affiancata – con diverse giovani poliziotte – una squadra dedicata all’interno della Divisione Anticrimine.

«Si tratta di una patologia sociale, più che familiare, in costante crescita. Trenta ammonimenti sono tanti perché significa che sono state passate al vaglio almeno il doppio delle segnalazioni. L’emergenza sanitaria ha compresso dinamiche che stanno emergendo ora: abbiamo registrato un picco dopo il lockdown», ha osservato il dirigente dell’Anticrimine Antonio Stavale, tornato in servizio a Reggio nella specialità che si occupa prevalentemente di reati patrimoniali.

Il dirigente – insieme al vice ispettore Gazzineo Antonelli, all’agente scelto Giulia Cola e alla vice ispettore Stefania Vitello – ha spiegato come vengono fronteggiati i due filoni.

«Nello stalking, legato ad una storia sentimentale interrotta, è quasi sempre la vittima che si rivolge a noi per chiedere aiuto: noi eseguiamo una prima verifica, sentendo testimoni o analizzando i tabulati telefonici, per accertare il sussistenza dei reati persecutori, che devono essere protratti nel tempo, provocare nella vittima un grave stato di ansia o un timore per la propria incolumità, tanto da modificare radicalmente le proprie abitudini di vita. Nei maltrattamenti domestici, invece, spesso la vittima non vuole uscire allo scoperto ed è restia a denunciare colui al quale è legata per motivi affettivi o economici, perciò il nostro lavoro si fa più complicato. Questa tipologia viene intercettata tramite campanelli di allarme indiretti, come segnalazioni della scuola o dei Servizi sociali o referti medici del pronto soccorso».

E ancora: «Pochi sanno che chiunque può segnalare, purché non in forma anonima. In altri casi ancora le accuse sono mosse da ex coniugi per motivi strumentali nell’ambito di una separazione non consensuale; spetta a noi “leggere” e distinguere le situazioni».

Una volta che il fascicolo finisce sul tavolo della squadra Anticrimine si apre un’istruttoria per analizzare i singoli episodi e verificare la reiterazione. Se poi i fatti vengono confermati, si procede con l’ammonimento. L’Anticrimine è infatti il primo step per un primo aiuto alla vittima e per un eventuale ravvedimento dello stalker. Il dirigente ha evidenziato la funzione preventiva dell’ammonimento. «Si tratta di uno strumento amministrativo si limita a invitare l’offender a cessare nella sua condotta. Precede le vie legali e, anche se il Codice rosso ha velocizzato le tempistiche, può essere una strada per evitare che la situazioni precipiti. Il più delle volte la dissuasione funziona: in 8 casi su 10 l’ammonimento basta per far desistere lo stalker, mentre in caso contrario si avvia il penale e subentra quindi la Procura». —



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