Bloccato con 17 “centoni” falsi Li stava rifilando in centro
Un campano di trent’anni bloccato dalla polizia sulla scia di una segnalazione di un cittadino insospettitosi per quel pacco di soldi
Tiziano Soresina
REGGIO EMILIA
Da Napoli per piazzare in centro a Reggio Emilia banconote fasulle da cento euro, truffando a destra e manca.
Ma a qualcuno non è passato inosservato quel malloppo di “centoni” disinvoltamente armeggiato dal campano e, insospettitosi, ha allertato la polizia.
Tutto è avvenuto mentre il 30enne Gianluca Zambello rifilava in una tabaccheria una banconota fasulla da cento euro per acquistare un pacchetto di sigarette. Siamo in pieno centro e il tabaccaio consegna le sigarette e il resto al napoletano che così si ritrova in saccoccia soldi veri. Ma è proprio in quel contesto che il pacchetto di banconote da cento euro viene notato da una persona che non ci vede chiaro in tutti quei soldi e prende contatto con la questura, affinché venga fatto almeno un controllo su quell’uomo così ben fornito di quattrini.
Gli agenti intervengono e Zambello – che tenta pure di fuggire, lanciando contro i poliziotti il proprio zaino – è in effetti in possesso di 17 banconote da cento euro, ma che rapidamente si capirà come siano tutt’altro che vere. Ha pure quattrini non fasulli: non solo il resto datogli dal tabaccaio, ma anche una discreta somma (poco meno di trecento euro). Una ricostruzione che fa scattare l’arresto per il campano.
Il passaggio successivo è in tribunale e Zambello viene difeso dall’avvocato Michele Gatti (in sostituzione di un collega di Napoli). In aula il trentenne si avvale della facoltà di non rispondere. Per lui il pm onorario Eletta Sassi chiede gli arresti domiciliari, mentre il difensore una misura cautelare più soft. Dalla camera di consiglio il giudice Simone Medioli Devoto ne uscirà disponendo l’obbligo di dimora a Napoli per il campano, a cui vengono sequestrate le 17 banconote contraffatte, i soldi del resto da restituire al tabaccaio, mentre il rimanente dei quattrini veri è stato dissequestrato in quanto per il giudice non vi è la prova che siano legati alla truffa dei “centoni”. Si torna in aula il 18 dicembre. —
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