Gazzetta di Reggio

Reggio

fabbrico 

Il Tar condanna di nuovo il Comune a pagare

Elisa Pederzoli
Il Tar condanna di nuovo il Comune a pagare

Dopo il ricorso dell’opposizione, il ritardo nel pagamento delle spese costa all’amministrazione altri mille euro

2 MINUTI DI LETTURA





fabbrico

Dopo aver vinto nel gennaio scorso, il consigliere d’opposizione Giovanni Pedrazzoli vince ancora davanti al Tar contro il Comune di Fabbrico. La questione ruota intorno alla vicenda del palasport – l’amministrazione comunale guidata da Terzi ha rescisso il contratto con il Consorzio stabile Quattroemme contestando tempi e modalità, una decisione che ha portato la controparte a fare causa con una richiesta di risarcimento danni – per la quale l’opposizione aveva fatto una richiesta di accesso agli atti. Atti, però, che l’amministrazione comunale negava. Siamo nell’ottobre del 2019. Diniego che replica anche a novembre dello stesso anno.

Da lì, la decisione di Pedrazzini di rivolgersi ai giudici amministrativi di Parma. Nel gennaio scorso la sentenza non lascia davvero spazio all’interpretazione: «I consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato». Anche il regolamento del Comune di Fabbrico, citato in sentenza, sancisce questo diritto. Tanto basta al Tar per accogliere il ricorso, perché – recita la sentenza – la richiesta di Giovanni Pedrazzini e dei suoi «era motivata, in vista della trattazione consigliare di questioni che, in ipotesi, avrebbero potuto incidere, sotto il profilo finanziario, sulla corretta tenuta del bilancio dell’ente».

Succede però che il Comune di Fabbrico, condannato alle spese, non paghi: si parla di 1.167,30 euro. E Pedrazzini si rivolge di nuovo al Tar per ottenere che la prima sentenza, dunque il pagamento, venga eseguito.

I giudici di Parma, in questa nuova sentenza, prendono atto che alla fine – e parliamo dello scorso mese di luglio – il pagamento da parte del Comune di Fabbrico c’è stato. Ma che questo è, in effetti, avvenuto in ritardo. Tanto basta perché scatti una nuova sentenza, non più nel merito che è già stato risolto, ma come sanzione. «In ragione del ritardo dell’amministrazione, che provvedeva al pagamento di quanto dovuto solo a seguito della proposizione di un ulteriore ricorso – scrive infatti ora il Tar di Parma – debba procedersi alla condanna della stessa al pagamento delle spese del presente giudizio nella misura liquidata in dispositivo». Altri mille euro. —

Elisa Pederzoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google