Lavoratori in nero e assenza di misure anti-Covid, due imprenditori nei guai
Reggio Emilia, un'officina e un ristorante sono stati chiusi dai carabinieri dopo un controllo. All'interno erano impiegati lavoratori in nero e non venivano rispettate le norme anti-contagio
REGGIO EMILIA. Lavoro in nero e mancato rispetto delle norme anti-Covid. Per questo motivo il titolare di una officina di verniciatura e quello di un ristorante sono stati multati per oltre 11mila euro complessivi. Entrambe le attività, con sede in città, sono state chiuse in attesa che vengano sistemate tutte le irregolarità.
E' il bilanco del controllo eseguito dai carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Reggio Emilia e dai colleghi della caserma di via Adua, su coordinazione della Prefettura, nell'ambito dei servizi rivolti a garantire la sicurezza sul posto di lavoro e il rispetto delle norme anti-Covid.
In un’officina con sede in città sono state riscontrate parecchie irregolarità. In particolare nel corso dei controlli i carabinieri hanno trovato un lavoratore impiegato in nero sui quattro presenti, pari dunque al 25% in nero della forza lavoro. Per questi motivi il titolare è stato multato per oltre 4.000 euro e l'attività è stata sospesa per cinque giorni. Nella stessa officina, inoltre, non erano rispettate le disposizioni in materia di contenimento del contagio da Covid-19 (per esempio era assente un piano per la gestione del rischio di contagio, e mancavano anche gel disinfettante e detergenti per la pulizia).
A carico di un ristoratore con attività a Reggio Emilia, invece, sono state date sanzioni per oltre 7.000 euro. Anche in questo caso il ristorante dovrà stare chiuso finché non verranno risolte le criticità emerse. Durante l'atto di ispezione, i militari hanno trovato tre lavoratori in nero su sette (dunque il 42% della forza lavoro).
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