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Lo spacciatore manesco non parla in udienza

Lo spacciatore manesco non parla in udienza

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REGGIO EMILIA

È stato liberato ma con l’obbligo di firma in caserma il tunisino 30enne Khaled Ben Hammar, finito nei guai mercoledì per per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre che per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

L’ha deciso il giudice Simone Medioli Devoto al termine dell’udienza di convalida dell’arresto in cui il nordafricano (difeso dall’avvocato Marcello Fornaciari) si è avvalso della facoltà di non rispondere. Per la Procura si doveva, invece, applicare il divieto di dimora a Reggio Emilia, ma il magistrato giudicante è stato di diverso avviso. Hammar sarà processato ai primi di novembre.

Alla vista dei carabinieri – in via Tolstoj, a Canali – il pusher si era disfatto del bilancino di precisione ed era scappato: placcato dai militari, non aveva esitato a minacciarli, colpirli e ferirli, ma alla fine era stato bloccato. Il tunisino aveva addosso un grammo di hascisc e 1.600 euro in contanti. —

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