M5s, reggiani sottocoperta di fronte ai venti di scissione
Scarseggiano sui social le prese di posizione dei pentastellati della nostra provincia Incerti tagga Casaleggio jr, Olivieri critica i garanti e Zanichelli scrive: «Di Battista ha ragione»
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E quindi? Da che parte stanno i Cinquestelle reggiani? I venti di tempesta che agitano il M5s a livello nazionale sembra abbiano lasciato sotto coperta i pentastellati reggiani, la maggior parte dei quali almeno pubblicamente non ha manifestato da che parte sia schierata in quella che appare una resa dei conti. Nessun post e nessuna dichiarazione ufficiale dagli eletti di qualunque livello, dal Parlamento fino a Sala del Tricolore, pur prodighi generalmente nel disseminare commenti e opinioni sui social. E poche, in terra reggiana, finora le eccezioni. Si tratta di Matteo Incerti, giornalista dell’Ufficio Comunicazione in Parlamento e trait d’union fra Reggio e Roma; di Matteo Olivieri, pioniere del M5s reggiano, il primo ad aver portato le istanze pentastellate in Sala Tricolore, fra il 2009 e il 2014; e del deputato Davide Zanichelli.
Spulciando sui social, sul profilo di Incerti è condiviso l’intervento di Davide Casaleggio scritto sul Blog delle Stelle, “Noi Siamo Movimento”. È l’intervento che ha dato fuoco alle polveri, accendendo la bagarre fra le due anime pentastellate, governativa e rivoluzionaria. «Di Davide Casaleggio. Lettura consigliata», scrive Incerti taggando lo stesso Casaleggio jr, plenipotenziario di Rousseau, ricevendo una manciata scarsa di like e un solo commento, peraltro di critica. «E sconfessata», aggiunge infatti sotto il post Natascia Cersosimo, la Cinquestelle della Val d’Enza che per prima ha sollevato lo scandalo affidi, all’epoca in guerra aperta con quel Pd ora alleato di Governo. Solo qualche giorno fa, Cersosimo per motivi personali si è dimessa da consigliera a Cavriago, pur annunciando che continuerà a occuparsi di comunicazione e organizzazione nel gruppo pentastellato.
Quanto a Olivieri, la sua voce l’ha fatta sentire sotto il post pubblicato sulla pagina Facebook del M5s in cui il Comitato di Garanzia pentastellato ha di fatto silurato proprio Casaleggio jr, bollando il suo intervento come «una sua iniziativa, personale e arbitraria, diffusa attraverso uno strumento di comunicazione ufficiale del Movimento 5 Stelle».
«Chi ha scritto questo post forse manca di senso del ridicolo – commenta Olivieri – Che Davide Casaleggio gestisca il Blog delle Stelle forse dipende dal fatto che l’associazione Movimento 5 Stelle con cui ci si è presentato alle elezioni del 2018 vedeva Giggino e Casaleggio come firmatari e detentori del logo, con il sistema Rousseau a garanzia della democrazia diretta e del processo decisionale, esplicitamente previsto e gestito dall’Associazione Rousseau. Semmai bisognerebbe parlare del conflitto di interessi del Comitato di Garanzia, in cui siedono persone al secondo mandato che, stando alle numerose lettere dei “famosi 30”, alle ricostruzioni ormai accreditate e a quanto paventa Davide nella sua lettera, potrebbero avere forti vantaggi dall’estromettere Rousseau e cambiare il processo decisionale. Ad esempio dando a qualcuno, senza consultare l’Assemblea, il potere di decidere sul terzo mandato ai parlamentari».
E Zanichelli? La sua presa di posizione sembra la più netta: «Con tutto il rispetto ma ha ragione Alessandro Di Battista – ha scritto – Il Movimento 5 stelle è intrinsecamente differente dai vecchi partiti, in primis (ma non solo) perché siamo “post ideologici”. Per questo le alleanze strutturali sono sbagliate per una forza come la nostra che guarda al merito delle idee e non al fatto “se sono di sinistra” o “se sono di destra”». E poi: «Il Movimento raccoglie le persone che si sono stancate delle etichette, ma vogliono risposte dalla politica all’insegna dell’interesse dei cittadini e non dell’interesse di parte (o di partito)». I like in questo caso si sprecano, superando quota 100, fra i quali quello dello stesso Olivieri e dell’ex capogruppo in Sala Tricolore, Norberto Vaccari. Non manca una valanga di commenti. Chi tace sui social, oltre ai consiglieri reggiani, finora è invece Maria Edera Spadoni, vicepresidente della Camera e da sempre vicinissima a Luigi Di Maio, che appare sempre più messa dalla base sulla graticola . —
E.SPA.
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