Condannato il rapinatore che nella fuga cercò di lanciarsi dalla finestra
reggio emilia
Condannato con rito abbreviato per rapina impropria, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Questa la sentenza emessa ieri dal giudice Chiara Alberti nei confronti del 31enne tunisino Hamzda Znaidi, difeso nel processo dall’avvocato Francesca Guazzi e protagonista, il 23 maggio di quest’anno, di una vicenda che ha fatto discutere la città per giorni.
Il nordafricano, infatti, deve letteralmente la vita a quei poliziotti con i quali è poi venuto alle mani. Per scappare dagli agenti che lo avevano scovato in un condominio dopo un furto, Znaidi ha infatti tentato di lanciarsi da una finestra del quarto piano e mentre si stava sporgendo, rischiando di precipitare nel vuoto, un poliziotto lo ha fermato prendendolo dalla cintura dei pantaloni.
Tutto era partito dalla segnalazione di una donna al 113 che aveva visto il 31enne tagliare la rete metallica di recinzione di un cantiere e introdursi all’interno.
Qui il ladro si è impossessato di un trans pallet e di due frigoriferi che ha poi dovuto abbandonare visto il pronto intervento di una pattuglia delle Volanti.
Raggiunto dai poliziotti, si legge nel capo d’imputazione, il tunisino è riuscito a guadagnarsi la fuga prendendo a calci e facendo cadere un agente (poi medicato e dimesso dall’ospedale con una prognosi di 5 giorni).
L’uomo è stato individuato poco dopo all’interno di un condominio di via Bergonzoni mentre cercava di arrampicarsi da una finestra del quarto piano e solo a fatica gli agenti sono riusciti a impedire che il 31enne si lanciasse nel vuoto. Lo straniero è poi stato portato in ospedale a Reggio, dove si è appurato che era alterato per aver assunto cocaina. Infine è stato portato in questura e arrestato per resistenza, lesioni e furto aggravato. Quindi il processo per rito abbreviato su richiesta dell’avvocato Guazzi e, ieri, la sentenza e la condanna a due anni, tre mesi e dieci giorni per rapina impropria, lesioni e resistenza a pubblica ufficiale. —
l. g.
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