Venerdì al parco del Popolo la mobilitazione per il clima
REGGIO EMILIA
Venerdì 9 ottobre si terrà anche a Reggio il sesto global strike for climate, la mobilitazione globale per il clima.
Organizzato dal movimento Friday for future, si svolgerà dalle ore 9 con un presidio al Parco del Popolo sottoforma di presidio.
«La riapertura post lockdown e tutte le sue criticità – spiegano gli organizzatori – hanno mostrato quanto la questione climatica sia sempre messa in secondo, se non ultimo, piano. Durante una pandemia globale strettamente legata alla crisi climatica ci si sarebbe aspettati una presa di coscienza e una maggiore attenzione nei confronti delle questioni ambientali, ma le riforme prese dopo la pandemia vanno nel verso opposto: incremento dei fondi alle grandi opere, del mercato del petrolio, importanza sempre maggiore data ad aziende che sono dei veri e propri killer ecologici».
Di pari passo il problema ecologico viene come sempre delegato alla responsabilità del singolo e delle sue azioni, aggiungono. «La grande macchina capitalista che distrugge il nostro clima e il nostro futuro non si è fermata, e ora come non mai è il momento di protestare: contro lo stanziamento di risorse in grandi opere inutili che distruggono il territorio, inquinano e danneggiano i suoli, come la Tav, le grandi navi e, a Reggio, l’impianto di biogas a Gavassa. Contro aziende come Eni, che a oggi è anche diventata responsabile dell’educazione ecologica nelle scuole. Come studenti non possiamo accettare che ad occuparsi di tematiche legate all’ambiente siano aziende private che l’ambiente lo distruggono. Contro l’industria alimentare e gli allevamenti intensivi. Contro un sistema che non ci mette in grado nemmeno a livello personale di fare scelte ecologiche in sicurezza: lo vediamo nella pessima gestione dei trasporti pubblici, che non vengono né resi più ecologici né incrementati, obbligandoci a scegliere tra la nostra sicurezza e la tutela dell’ambiente».
Venerdì, concludono, «scenderemo in piazza nel rispetto delle normative anti-Covid, per dimostrare che una ripartenza in sicurezza non può e non deve prescindere dalla tutela dell’ambiente e che è possibile portare avanti la lotta climatica nel rispetto della salute di tutte e tutti». —
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