«Due cacciatori vicini a casa mia per prendersi il fagiano colpito»
Un cittadino toglie l’animale dalla bocca del loro cane «Rivendico il mio diritto alla sicurezza». E denuncia il fatto
SANT’ILARIO
La caccia fa ancora discutere in Val d’Enza. E a denunciare un episodio avvenuto nella sua proprietà è un cittadino, Cristian Carbognani, che abita in aperta campagna in località Borgo Cavicchione: i cacciatori, per inseguire una fagiana, sono arrivati nei pressi della sua abitazione.
«È una zona molto tranquilla e verde – spiega Carbognani – ma sempre invasa dai cacciatori. Lunedì mattina vedo uno di loro sparare vicinissimo a via Isonzo senza tenere minimamente conto dei metri di distanza che devono rispettare per la sicurezza dei cittadini. La storia si ripete mercoledì verso le 16. Questa volte vedo avvicinarsi a 30 metri dalla mia proprietà, quasi nel cortile di casa mia, due cacciatori con il fucile in mano». I due – secondo il racconto di Carbognani – stavano seguendo il cane che aveva in bocca un fagiano che i cacciatori avevano colpito poco prima. «Non ci ho visto più – continua il santilariese – sono uscito urlando più che potevo. Ho preso in braccio il fagiano, sofferente, e poi l’ho avvolto in una coperta. A quel punto ho avuto una discussione con i due, che a tutti costi volevano l’animale ferito». Animale, però, che Carbognani ha trattenuto con sé. Ieri in mattinata la fagiana è stata affidata al Rifugio Matildico per le cure del caso. «L’animale è salvo per miracolo. Vita e morte sono fenomeni complementari che si alternano di continuo. Ieri ha vinto la vita», ha scritto Carbognani su Facebook raccontando l’accaduto e la denuncia.
Ma il suo intento, dice, non è solo contro. «Io non faccio della polemica e non contesto la caccia, perché è legale. Io rivendico il mio diritto alla sicurezza: è questo che mi fa muovere. Molti cacciatori scorretti non rispettano le norme, mettendo in cattiva luce anche quelli corretti» chiarisce Carbognani. Che è uno dei tanti cittadini che da anni lottano per chiedere una tutela delle zone verdi tra Calerno e Sant’Ilario rispetto all’attività venatoria.
Pochi giorni fa, il Comune di Sant’Ilario ha revocato parzialmente l’ordinanza che ampliava l’area di divieto di caccia ad alcune zone del paese vicino a case e strade. Il parziale dietrofront ha creato malcontento tra i residenti che, invece, avevano chiesto il provvedimento in favore della sicurezza. Tanto che è pronta una petizione che riconduce l’attenzione, ancora una volta, su via Timavo e via Martiri (la strada che collega Calerno con Sant’Ilario). Nella lettera alcuni argomentano, con diverse testimonianze, come la caccia da anni per i residenti sia diventata un problema e annunciano che porteranno in Regione la novantina di firme raccolte. —
Daniela Aliu
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