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Il Riesame scarcera il 55enne «Non ha tentato di ucciderlo»

T.s.
Il Riesame scarcera il 55enne «Non ha tentato di ucciderlo»

Ricorso accolto, ma restano le accuse di porto abusivo d’arma e ricettazione L’indagato ora è agli arresti domiciliari a Reggio con il braccialetto elettronico

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Non è più in cella Maurizio Baldassarre Ponzio, il 55enne siciliano finito nei guai per una lite con il vicino di casa, avvenuta a Poviglio.

Il Riesame di Bologna – presieduto da Andrea Santucci – ha accolto il ricorso degli avvocati difensori Costantino Diana e Alessandro Magnani, annullando l’accusa di tentato omicidio, mantenendo invece inalterate le imputazioni per detenzione e porto abusivo di arma nonché ricettazione. Da qui l’applicazione nei confronti del 55enne degli arresti domiciliari (ma a casa del fratello, a Reggio Emilia), con il braccialetto elettronico come strumento di controllo.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, alla base del grave episodio, ci sarebbero già pessimi rapporti di vicinato.

Ma a scatenare l’ultima spropositata reazione erano stati i lavori di potatura, con alcuni rami e foglie che sarebbero finiti nella proprietà confinante del siciliano vicino della vittima, un 78enne di Poviglio. I due per questa ragione cominciavano a discutere animatamente. Dalle parole, ben presto passavano ai fatti venendo alle mani e dandosele reciprocamente. Dopo la lite il siciliano era tornato a casa. Ma non per ritrovare la calma. Bensì per recuperare una pistola. Posizionava l’arma nel muretto del cancello del vicino, prendeva la mira e sparava. Meno male che il colpo non era esploso con il proiettile fuoriuscito dalla camera di cartuccia e recuperato dalla vittima per poi consegnarlo ai carabinieri di Poviglio e Gattatico successivamente intervenuti su sua chiamata. La perquisizione nella casa di Ponzio portava al rinvenimento dell’arma: una pistola Bernardelli calibro 7,65 risultata rubata nel luglio di vent’anni fa in un’abitazione di Cadelbosco Sopra. Nell’udienza di convalida dell’arresto il 55enne – ex imprenditore edile, ora commercia in auto – aveva risposto in tribunale a Reggio Emilia alle domande del gip Dario De Luca, rimarcando sostanzialmente come quel giorno (il 24 settembre, ndr) lui volesse solo spaventare il vicino di casa, perché sapeva che la pistola era caricata con proiettili inutilizzabili, avendo già provato a sparare anni prima, non riuscendovi. E per far tremare il rivale aveva scarrellato l’arma ed un proiettile era uscito.

Relativamente alla pistola, aveva detto di averla trovata vent’anni fa in una siepe, avvolta in uno straccio, mentre stava facendo dei lavori edili in un casolare a Cadelbosco Sopra. —

T.s.

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