Gazzetta di Reggio

Reggio

il contratto collettivo 

Si mobilitano anche quattromila dipendenti dell’alimentare

Oggi presidio davanti alla sede Inalca di via Due Canali per i lavoratori delle aziende che a luglio non hanno siglato il rinnovo dell’accordo

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REGGIO EMILIA

I circa quattromila dipendenti del settore industriale alimentare della nostra provincia saranno oggi in sciopero, con presidio davanti allo stabilimento Inalca di via Due canali. Alla base della mobilitazione la volontà di alcune delle associazioni datoriali che fanno capo a Federalimentare, di non sottoscrivere il rinnovo del contratto collettivo nazionale stipulato dopo circa dieci mesi di una trattativa che non si è fermata neanche durante il lockdown e si è conclusa il 31 luglio con una due giorni non stop e la sola firma di Unionfood, Ancit ed Assobirra.

Fai, Flai ed Uila nazionali hanno perciò indetto lo stato di agitazione, con conseguente blocco delle flessibilità, degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive sino al 14 ottobre, proclamando un primo pacchetto di quattro ore di sciopero nazionale con articolazione sui territori provinciali. Da queste iniziative sono escluse aziende come Ferrarini, Grandi Salumifici Italiani, Parmareggio, Newlat, Casini & Marani, Dolciaria Val d’Enza, Fratelli Veroni e Veroni cotti, Agricola Tre Valli (ex Montorsi), che hanno formalmente comunicato l’applicazione dell’accordo del 31 luglio.

Lo sciopero riguarderà quindi le aziende aderenti a Unindustria Reggio e alle associazioni datoriali che fino a questo momento non hanno inteso sottoscrivere il rinnovo del contratto: i Grissin Bon, Latteria Mortaretta, Montanari & Gruzza, Pregel, Gima, Casearia Tricolore, Farm Service, Gennaro Auricchio, Consorzio del Parmigiano-Reggiano, Dallaglio, Poldi Allai, Grandi Pastai Italiani, Methodo Chemical, Nuovo salumificio San Martino, Premix, Pastificio Barbieri, Werisan, Cà de Medici, Cantine Lombardini, Nuovo Fresco, Industria caffè Bonani, Industria Molitoria Denti, Casali Viticultori, Colline di Canossa, Inalca, Ristogamma, Sensient, Chr Hansen, Nuova Samicer, Molino Maioli, Vetagro e Chemi Vit.

Il rinnovo rappresenta un avanzamento sotto il profilo economico (con 119 euro di aumento a regime), del welfare e per la tutela dei diritti. «Lavoratrici e lavoratori del settore alimentare hanno garantito durante il lockdown, unitamente ad altri settori, i servizi pubblici essenziali e gli approvvigionamenti, assicurando elevati fatturati alle aziende. Non è giusto – affermano i segretari generali di Fai Emilia centrale Vittorio Daviddi, Flai di Reggio Emilia Giovanni Velotti ed Uila di Modena e Reggio Ennio Rovatti – non sottoscrivere il Contratto del 31 luglio». —

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