Ancora fiato sospeso per i 40 lavoratori del Mercatone Uno
Chierici: «Nessuna rassicurazione dalla nuova proprietà» La trattativa arenata: obiettivo prorogare la Cigs di 12 mesi
RUBIERA
Continuano le incertezze per i lavoratori rubieresi del Mercatone Uno, una quarantina di persone coinvolte, come altri 1.300 colleghi in Italia, in un delicato percorso di ricollocazione dopo il fallimento del conosciutissimo marchio dell’arredamento.
Nello storico punto vendita di Rubiera, uno dei più solidi dell’intera rete, solo alcuni dei dipendenti sono riusciti in quest’ultimo anno a trovare una nuova sistemazione o ad avviare altri percorsi.
Il negozio rubierese a fianco della via Emilia è uno dei quattro che dovrebbe passare al marchio Max Factory, catena di abbigliamento e prodotti per la casa con proprietà cinese che ha presentato ai commissari straordinari una proposta di acquisizione per i negozi di Pavia, Gravellona Toce, Cesano Maderno e la stessa Rubiera. Al momento, però, non vi sono movimenti e la speranza dei sindacati è quella di un prolungamento della cassa integrazione già approvata nel 2019, così da garantire al gruppo dei lavoratori un minimo sostegno.
«Stiamo aspettando risposte e stiamo cercando di portare avanti un discorso sindacale a livello nazionale», spiega Luca Chierici della Filcams Cgil reggiana, che da anni segue la questione. «I presupposti quantomeno per prolungare la cassa integrazione ci sarebbero, il problema è che dalle nuove proprietà non stanno arrivando rassicurazioni sul mantenimento della piena occupazione, e questo è il tema cruciale, la difesa dei posti di lavori rimane prioritaria e su questo senso anche a livello ministeriale si sarebbe potuto probabilmente fare di più», sottolinea. «A Rubiera parliamo di quaranta persone, solo alcune di quelle occupate al momento della crisi hanno trovato un’altra sistemazione, stiamo cercando di andare avanti per avere maggior garanzie lavorative a livello nazionale, il quadro non appare però molto semplice».
In totale, sono 1.341 i lavoratori di Mercatone Uno in attesa di essere ricollocati, a poco più di un mese dalla scadenza del programma di esercizio di impresa prorogata di 6 mesi dal decreto Rilancio.
L’obiettivo è ottenere un altro anno di cassa integrazione straordinaria di 12 mesi per cessazione di attività prevista dal cosiddetto Decreto Genova.
Per quasi 300 persone, invece, si dovrebbe chiudere a breve la cessione dei rispettivi punti vendita, che riprenderebbero poi l’attività con nuovi assetti. A preoccupare è però la trattativa che va avanti a livello nazionale. «Il sindacato viene ignorato», segnala la segreteria nazionale Fisascat Cisl, Aurora Blanca. —
Adr.Ar.
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