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Braccia incrociate in tutta la provincia per ottomila metalmeccanici reggiani

Braccia incrociate in tutta la provincia per ottomila metalmeccanici reggiani

Dalla Bassa alla Val d’Enza continuano le mobilitazioni dopo la rottura del tavolo sul contratto collettivo nazionale

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REGGIO EMILIA

Si allarga a macchia d’olio la risposta e la protesta delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici di fronte alla rottura del tavolo negoziale sul contratto collettivo nazionale. E, dopo la mobilitazione di giovedì, ieri si sono moltiplicate le iniziative di sciopero spontaneo nate tra i lavoratori. Braccia incrociate infatti nelle maggiori imprese reggiane, con il coinvolgimento di oltre ottomila addetti.

Alla Argo Tractors (ex Landini), che conta oltre 1.300 addetti sul territorio reggiano, la maggioranza della Rsu ha votato una fermata in sciopero e ha diramato un comunicato molto duro in cui si afferma che «si giudica assolutamente inaccettabile la posizione assunta dagli imprenditori rappresentati da Federmeccanica - Assistal che di fatto nega veri aumenti dei salari, evitando così di distribuire la ricchezza che i lavoratori in questi anni hanno contribuito a produrre».

I sindacati di categoria Fim, Fiom e Uilm lamentano come dopo ben 13 incontri non vi sia stato alcun passo significativo in avanti nel negoziato.

La mobilitazione in corso ha visto ieri a Reggio Emilia la fermata delle officine di tutto il Gruppo Dana, che annovera oltre mille addetti nel comune capoluogo. Si è fermato anche il distretto dell’elettrodomestico della Bassa Reggiana: ferme in sciopero su proposta delle Rsu sia la Immergas del patron della Reggiana Calcio, Romano Amadei, sia la Smeg e la Bertazzoni di Guastalla.

Gli scioperi si sono estesi anche al distretto del barattolo in Val D'Enza, dove giovedì si sono fermati i lavoratori della Crown, con adesioni vicine al 100%.

In sciopero invece ieri anche le aziende del Gruppo Emak, con proclamazioni unitarie dei delegati; due ore di sciopero alla Comet di Pieve, leader nella produzione di pompe idrauliche, e alla Emak di Bagnolo.

Scioperi proclamati anche nello stabilimento della Comer Industries di Reggiolo in cui, oltre al dissenso per le motivazioni nazionali, i lavoratori hanno espresso in assemblea malessere per la gestione aziendale.

Ferme in sciopero poi anche la Fives Oto di Boretto, la Ognibene Power di Bagnolo, la Alubel, la Penta Service, la Meta System, la Carpenfer di Reggiolo, la Caprari a Rubiera, la Armet di Brescello, la Vimi Fastener di Novellara, la Profiltubi di Reggiolo.

I sindacati fanno sapere che tutte le iniziative di sciopero dei lavoratori stanno avvenendo nel pieno rispetto delle normative anti-covd19 e che l’impegno è quello di garantirne l'applicazione anche in futuro.

Nella giornata giovedì, infine, è stato proclamato dalle federazioni metalmeccaniche nazionali anche un primo sciopero generale di categoria, in programma il prossimo 5 novembre: una data simbolica, dal momento che si tratta dello stesso giorno in cui nel 2019 fu presentata la piattaforma, quindi un anno esatto dall'inizio della trattativa. —

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