È agli arresti domiciliari ma spaccia droga
Nuovi guai per un pusher 45enne che torna in carcere: i carabinieri gli sequestrano quasi un chilo di cocaina e 23mila euro
REGGIO EMILIA
Da tempo agli arresti domiciliari – dove stava scontando una condanna a 2 anni e 8 mesi per spaccio di droga – l’albanese 45enne Julian Sula si è messo nuovamente nei guai e sempre con la cocaina di mezzo.
A portare sulle tracce del 45enne sono stati alcuni consumatori di “polvere bianca” che, messi alle strette dai carabinieri di Castelnovo Monti, hanno dato un unico riferimento ai loro acquisti illeciti.
Un monitoraggio di quello spaccio che ha portato quattro giorni fa i militari sino all’abitazione – in zona Villa Verde – proprio di Sula. Con in mano diversi indizi, i carabinieri hanno perquisito prima la casa, dove sono spuntati alcuni ovuli contenenti ciascuno sul mezzo grammo di cocaina. Ma è quando hanno passato al setaccio la macchina che si aggravata la posizione dell’albanese: nel baule dell’auto spuntano in un sacco 830 grammi di cocaina (divisi in tre pezzi) e circa 23mila euro in contanti subito considerati provento dell’attività di spacciatore. A quel punto Sula è finito dritto in carcere e quanto raccolto in quest’indagine fa capo al sostituto procuratore Piera Giannusa.
Ieri mattina l’albanese – disoccupato e privo del permesso di soggiorno – ha affrontato in tribunale l’udienza di convalida dell’arresto davanti al gip Andrea Rat. Tutelato dall’avvocato Alessandro Conti, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Rimane in carcere e l’inchiesta ora si incammina verso la chiusura. Il 27 settembre di due anni fa Sula era stato sorpreso dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile mentre, fermo in auto in zona Canalina, cedeva tredici dosi di cocaina ad un rumeno di 27 anni. Addosso aveva una decina di grammi di cocaina, mentre durante la perquisizione in casa sua erano saltati fuori altri 50 grammi di droga (per un totale di 77 grammi) ed era stata sequestrata una somma in contanti di quasi 5mila euro. Per questa vicenda ha patteggiato 2 anni e 8 mesi, ora l’ ulteriore arresto. —
T.S.
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