Prostitute sfruttate: arrestati due reggiani
Sotto sequestro il night “Superclub” a Sorbolo Mezzani: sesso a pagamento nel privè. Il difensore: «Non c’entrano»
Tiziano Soresina
MEZZANI (PARMA)
Non ne poteva più di quella vita a luci rosse e all'inizio dell'anno scorso è andata dai carabinieri – in caserma a Salsomaggiore (Parma) – per chiedere aiuto e denunciare i suoi sfruttatori.
LA RICHIESTA DI AIUTO
Grazie al coraggio di una ragazza rumena, i militari, coordinati dalla Procura di Parma (nello specifico il pm Francesca Arienti), ha messo fine all'attività di un locale, il “Superclub'” di Sorbolo Mezzani e arrestato (su ordinanza del gip Alessandro Conti che ha disposto le misure cautelari su richiesta della Procura) due reggiani per sfruttamento della prostituzione.
DUE ARRESTI
Secondo gli investigatori Guido Beretti (73 anni) è il gestore effettivo e referente principale del locale per dipendenti-collaboratori, comprese le ragazze, quanto per i clienti. Mentre Massimo Pietrazzi sarebbe uno stretto collaboratore di Beretti. Sono entrambi agli arresti domiciliari. Sono inoltre indagati – ma a piede libero – il proprietario del locale e la convivente di Beretti.
Disposto dal gip Conti anche il sequestro preventivo del locale (gestito, nel corso del tempo, da alcune associazioni, l’ultima delle quali “Giotto”) per il rischio di reiterazione del reato.
BOLLENTI PRIVè
Dopo la denuncia della ragazza, è scattata un indagine sul club con appostamenti, intercettazioni, raccolta di informazioni. I carabinieri sono anche entrati nel locale e hanno avuto la prova che i racconti della giovane era veri: in un privè una coppia stava consumando un rapporto sessuale a pagamento.
Per gli inquirenti il locale funzionava così: oltre a pagare le ragazze (tutte straniere, rumene, russe, nigeriane, che venivano fatte passare come socie del club), il cliente pagava a parte anche la disponibilità del privè ai gestori.
GLI INTERROGATORI
Ieri mattina, in tribunale a Parma, si sono tenuti gli interrogatori di garanzia. Difesi dall’avvocato Antonio Sarzi Amadè, i due arrestati hanno affrontato questo passaggio giudiziario in maniera differente. Beretti si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre Pietrazzi ha parlato.
Al termine degli interrogatori – contattato dalla Gazzetta – il difensore replica alle accuse: «Beretti non è più il gestore del locale, da maggio non ci mette piede, vi sono altre persone. Pietrazzi non c’entra nulla, ha un’altra attività ed è una persona seria. È solo amico di Beretti, non ha mai percepito un soldo da lui, frequentava semplicemente il locale». —
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