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IL RESTAURO 

San Prospero mostra la bellezza della sua torre

Luciano Salsi
San Prospero mostra la bellezza della sua torre

Conclusi in anticipo i lavori sul campanile: verranno inaugurati il 24 novembre Il presidente del comitato, Stefano Ovi: «La nostra soddisfazione è enorme»

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REGGIO EMILIA

La torre di San Prospero, affiancata alla basilica, si mostra di nuovo in tutta la sua ruvida bellezza, coronando il fondale della piazza più armoniosa e suggestiva della città di Reggio Emilia.

Gli ultimi ponteggi erano stati smontati nei giorni scorsi e mercoledì s’è posto termine, con un mese e mezzo d’anticipo, al restauro iniziato due anni fa.

L’inaugurazione avverrà come previsto il 24 novembre, festa del Santo Patrono, con la benedizione da parte del vescovo Massimo Camisasca alle ore 10, prima della consueta messa solenne.

«La nostra soddisfazione – commenta euforico Stefano Ovi, presidente del comitato di restauro – è enorme. È stato compiuto un intervento molto bello e ben riuscito, senza sforare il budget preventivato. Dobbiamo ringraziare in particolare il Credito Emiliano, la Fondazione Manodori, Max Mara, la Conferenza episcopale italiana, Unindustria Reggio Emilia, Stilma, Padana Tubi, Vimi Fasteners, la cantina Ca’ de’ Medici, Coop Alleanza, la Banca Popolare dell’Emilia Romagna e la Sovrintendenza ai Beni culturali di Bologna, per la fiducia e la competenza con cui ha controllato lo svolgersi dei lavori. Siamo altrettanto riconoscenti a monsignor Gianfranco Gazzotti, parroco di San Prospero, che ha fortemente voluto questa opera, e ai tanti cittadini che vi hanno contribuito».

Al restauro si era dato il via il 24 novembre 2018 sulla base del progetto elaborato dallo studio Severi Architetti associati e degli accurati studi preliminari condotti con la consulenza del Cnr e dei professori Stefano Lugli dell’Università di Modena e Reggio e Marisa Laurenzi Tabasso della Sapienza di Roma. I lavori, diretti dall’architetto Mauro Severi e affidati alla ditta Leonardo di Bologna, sono iniziati nella primavera successiva, per evitare gli eccessi di freddo e di caldo che danneggiano i materiali.

«Lo scorso inverno – precisa Ovi – è stato mite e ha permesso di lavorare. Così la successiva interruzione di due mesi dovuta al confinamento causato dal Covid non ha impedito di rispettare i termini della consegna».

L’intervento non ha toccato l’interno della torre. Occorreva invece ripulire e consolidare le facciate, in particolare il rivestimento di arenaria, una pietra friabile soggetta a corrodersi e sfaldarsi.

«Ora – sottolinea ancora Ovi – la torre di San Prospero è messa in sicurezza e se ne possono ammirare i colori chiari e rosati originari».

Peraltro se ne dovranno controllare periodicamente le condizioni con un sistema suggerito dagli istruttori della scuola di alpinismo del Cai. «A tale scopo – spiega ancora Stefano Ovi – sono stati fissati alla sommità dei ganci per consentire al personale specializzato di calarsi dall’alto con le corde e compiere da vicino le verifiche e gli interventi necessari».

«Il consolidamento dell’arenaria – riferisce l’architetto Mauro Severi – è stato compiuto con silicati che penetrano per qualche millimetro nei pori della pietra. Ci si è limitati a ripristinare il rivestimento della torre, senza eliminare le riparazioni fatte nel corso dei secoli con mattoni che alterano l’uniformità delle facciate. Così è possibile continuare a leggere esternamente la storia dell’edificio». —



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