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La pandemia frena l’acquisto della casa

Luigi Vinceti
La pandemia frena l’acquisto della casa

Nel secondo trimestre gli scambi a Reggio segnano il -21%. Scenario desolante in tutte le province emiliano romagnole

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REGGIO EMILIA. Com’era prevedibile il Covid ha colpito pesantemente anche il mercato delle compravendite immobiliari e ha lasciato un segno particolarmente profondo negli scambi avvenuti durante il secondo trimestre di quest’anno.

Il volume degli affari conclusi in quel periodo si è infatti sensibilmente ridotto, con percentuali diverse, in tutte le province della nostra Regione. Il segno negativo è stato molto marcato nel mese di aprile – cioè quando siamo entrati nella fase di pieno lockdown – e non sono bastati, per rimettere la situazione in equilibrio, il timido risveglio di maggio e la più vigorosa, ma ancora parziale ripresa avvertita in giugno.

La contrazione ha interessato, con percentuali a doppia cifra, quasi tutti i capoluoghi emiliano romagnoli con l’eccezione di Ravenna, scesa solo del 5%. È andata molto male a Reggio Emilia, dove il calo lamentato negli scambi immobiliari – rispetto allo stesso periodo del 2019 – è risultato pari al 21%.

Non consola certamente il fatto che sia andata ancora peggio a Bologna (-28,1%), Forlì (-25,7%), Piacenza (-23,4%) e Rimini (-24,8%).

Ai livelli analoghi a quelli reggiani, infine, le operazioni concluse, nello stesso trimestre, a Ferrara (-20,6%) e Parma (-20, 1%), mentre è andata un po’ meglio a Modena dove la discesa si è fermata al 16,7%.

Questi risultati, elaborati dall’ufficio studi di Tecnocasa e basati sui dati forniti dalla Agenzia delle Entrate, fanno intuire come l’acquisto della casa resti un problema prioritario per moltissime famiglie, ma le incertezze occupazionali e la conseguente minor disponibilità di risorse sicure abbia costretto tanti a rallentare il ricorso a mutui e finanziamenti. Ciò ha gravato sulle operazioni del settore, che si è ridimensionato in modo marcato.

Nel crollo delle compravendite nel secondo trimestre del 2020 spiccano le grandi metropoli, con Napoli a -35,8%, Palermo -34,2%, Bologna -28,1% per proseguire con Milano -26,5%, Roma -23,4%, Firenze -23,3%, Genova -19,9% e via di seguito.

Tornando a Reggio Emilia, le compravendite immobiliari da aprile a giugno 2019 erano state 594 mentre negli stessi mesi del 2020 si sono fermate a 469 scambi: ben 125 in meno. La rilevazione dalla quale derivano i dati riportati è la 56esima della serie e ha fatto riferimento alle informazioni fornite dalla quasi totalità (98,9%) degli affiliati a Tecnocasa, con il censimento di 5.495 zone ed oltre 105.800 informazioni. Nel periodo in questione le compravendite a livello nazionale sono state 25.488.

Con le immancabili curiosità. Ad esempio la controtendenza (+0,7%) nelle vendite di alloggi con attici di più ampia metratura. Una domanda cresciuta quasi certamente in conseguenza della emergenza sanitaria, per consentire ai propri famigliari di disporre di spazi più estesi e fare così fronte all’obbligo di restare “prigionieri” fra le mura domestiche. Graditi gli alloggi di piccole dimensioni ma privilegiati i terrazzi più ampi.

Sarà interessante vedere, quando si disporrà dei risultati del terzo trimestre di quest’anno, se le strette di mano dopo la definizione di accordi per scambi immobiliari avranno ripreso il consueto ritmo di marcia. —

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