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Mazzette per le revisioni dei camion: 7 arresti a Ferrara. Indagati dei reggiani

Mazzette per le revisioni dei camion: 7 arresti a Ferrara. Indagati dei reggiani

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REGGIO EMILIA  Da più parti in giro per l'Italia si sapeva che a Ferrara era possibile "comprare" le revisioni per i camion. È quanto emerso dalle indagini dell'operazione 'Ghost Inspections' su un presunto giro di mazzette che, oltre a sette misure di custodia cautelare, hanno portato al sequestro delle carte di circolazione di oltre 350 automezzi, più quelle di altri 270 ritenuti irregolari e attualmente in giro per l'Italia.

L'inchiesta conta oltre 200 indagati, alcuni dei quali a Reggio Emilia. I provvedimenti sono eseguiti da Polizia Stradale e Guardia di Finanza di Ferrara, su disposizione della Procura. Tutti questi veicoli saranno sottoposti a revisione straordinaria.

Camion e libretti sequestrati sono riferibili infatti ad oltre 30 province: Ascoli Piceno, Benevento, Bologna, Brescia, Caserta, Cremona, Cosenza, Catania, Forlì-Cesena, Foggia, Firenze, Isernia, Crotone, Messina, Milano, Mantova, Modena, Massa Carrara, Napoli, Novara, Piacenza, Padova, Pisa, Parma, Pavia, Potenza, Ravenna, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Roma, Rimini, Rovigo, Salerno, Siena e Verona.

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Con alcune centinaia di euro, era possibile quindi "comprare" le verifiche anche in presenza di gravi inefficienze di tipo meccanico o elettrico: sistemi frenanti non idonei o non completamente efficienti, usura degli pneumatici oltre gli standard consentiti, malfunzionamento dell’impianto luci.

Le riprese video esaminate dagli investigatori, oltre a svelare il giro di denaro e di favori, hanno consentito di fotografare la «spregiudicatezza», sottolineano i finanzieri, con cui in molti casi, venivano occultate le carenze al sistema frenante o agli pneumatici dei veicoli, consentendo la circolazione su strada di mezzi non sicuri.  

Ad entrare nel carcere dell’Arginone sono stati due dipendenti della Motorizzazione Civile di Ferrara e il titolare di un’agenzia di pratiche auto della città estense. Ai domiciliari, invece, sono finiti quattro imprenditori: due della provincia di Ferrara, uno di quella di Bologna ed uno della provincia di Rovigo, tutti attivi nel settore del trasporto merci.

Il sistema illecito, secondo l’accusa, era basato sulla corruzione di funzionari e imprenditori per facilitare i collaudi e le revisioni. Le numerose registrazioni acquisite agli atti delle indagini, hanno immortalato il profitto del reato, ovvero il denaro nascosto all’interno dei documenti o delle classiche ’bustarellè che le parti si scambiavano durante le operazioni di controllo dei mezzi.

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