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scandiano, il processo 

Maltrattamenti, quattro alunni vogliono i danni dalla maestra

T.s.
Maltrattamenti, quattro alunni vogliono i danni dalla maestra

Si sono costituiti parte civile tramite i loro genitori Sentite ieri una collega dell’imputata e una pedagogista La difesa: «Parole favorevoli»

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SCANDIANO

Sta entrando nel vivo il procedimento che vede come imputata un’insegnante 54enne d’origine pugliese.

Inizialmente l’inchiesta – che fece scalpore – aveva messo nel mirino tre maestre (due raggiunte da una misura cautelare, la terza indagata a piede libero) in forza alla scuola materna statale Spallanzani di Scandiano, accusate di maltrattamenti aggravati ai danni di minori. Poi la posizione di due insegnanti ha imboccata la strada dell’archiviazione. Nell’udienza scorsa l’avvocato difensore Noris Bucchi aveva fatto per la sua assistita una richiesta di rito diversa da quella della Procura (il pm Valentina Salvi aveva chiesto il giudizio immediato chiudendo le indagini). La difesa ha puntato sul giudizio abbreviato, legato però a sentire in aula due testimoni. Richiesta a cui la Procura si era opposta. Al termine il gup Luca Ramponi aveva accolto la scelta difensiva e ieri mattina sono state sentite – a lungo – le due testimoni, cioè una collega dell’imputata e una pedagogista che hanno risposto alle domande della difesa, ma anche del pm Salvi e del giudice Ramponi. Presente in aula l’insegnante 54enne: viso tirato e massima attenzione a quanto emergeva dalle testimonianze. In precedenza si sono costituiti parte civile quattro alunni (tramite i genitori e rappresentati in aula dai rispettivi avvocati) della dozzina individuati come parti lese dall’inchiesta. Essendo un’udienza preliminare, il passaggio giudiziario è avvenuto a porte chiuse. Al termine parla l’avvocato Bucchi: «Le due testimoni – si limita a dire alla Gazzetta – hanno riferito circostanze rilevanti per la tesi difensiva».

Il pm Salvi ha coordinato il lavoro dei carabinieri di Scandiano che ha portato alla raccolta di parecchio materiale, fra cui appunto registrazioni video e relativi audio catturati durante le normali attività didattiche portate avanti nelle aule della scuola. Si tornerà in aula fra oltre tre mesi, ma in quel giorno dovrebbe essere emessa la sentenza da parte del gup Ramponi. —

T.s.

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