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Crisi Sicrea, effetto domino Fallita la controllata Siteco

Enrico Lorenzo Tidona
Crisi Sicrea, effetto domino Fallita la controllata Siteco

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REGGIO EMILIA

Sicrea è in liquidazione ma la crisi dell’azienda di costruzioni sta trascinando a fondo anche la galassia delle controllate. Ora tocca a Siteco, che con Sicrea aveva già cessato l’attività, lasciando 250 lavoratori senza occupazione, coperti poi dagli ammortizzatori sociali. Nel frattempo Siteco aveva chiesto ad agosto un concordato ma in pendenza di due istanze di fallimento. Il tribunale di Modena aveva concesso sessanta giorni per la presentazione della proposta concordataria, che è però finita nel vuoto. In questi giorni è giunta invece la dichiarazione di fallimento, che pone fine alla vita della srl che ha sede a Modena, così come la capogruppo Sicrea. Quest’ultima è la scialuppa di salvataggio creata dal conferimento dei rami di Cmr, Orion, CdC e Cooperativa di San Possidonio. Tutte cooperative finite in default, che il movimento cooperativo ha cercato di salvare ma che sono giunte al capolinea.

Lo scorso aprile Sicrea era finita in liquidazione, lasciando anche i ricchi cantieri che aveva ancora attivi, come la riqualificazione di parte delle ex Officine Reggiane, il centro sviluppo nella sede di Cir food, oltre a grandi insediamenti commerciali come il Conad di via Luxemburg a Reggio.

Dopo la messa in liquidazione di Sicrea era giunta anche la decisione del Consorzio Integra (colosso di livello nazionale del settore costruzioni nato per volontà del mondo cooperativo con sede a Bologna) di revocare tutte le commesse assegnate a Siteco, che rappresentavano il 98% del suo fatturato. Decisione che faceva presagire l’assenza di margini di ripresa. In buona parte appalti aggiudicati da enti pubblici e multiutilities (in primo luogo Hera ed Iren). Lavori che il consorzio voleva poi riassegnare a Sinergo, società fondata dal consorzio stesso e nel cui capitale sociale è entrata anche Coopfond (fondo mutualistico di derivazione cooperativa) a partire da inizio 2020. Una procedura, quella della liquidazione, che prosegue ma non senza contraccolpi sul fronte fallimentare. —

Enrico Lorenzo Tidona

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