«Questo è un grande segnale di ripresa»
La soddisfazione del presidente Riccardo Rubini Spaggiari: «Un sollievo poter varcare di nuovo quella porta»
REGGIO EMILIA
La soddisfazione di poter essere fisicamente presenti nella aule del padiglione Buccola-Bisi, all’ex San Lazzaro, in un giorno così importante, riguarda anche gli stessi docenti del dipartimento di scienze e metodi dell’ingegneria di Unimore.
«Quando tre settimane fa è stato deciso di tornare all’università per le discussioni e le proclamazioni almeno dei laureandi magistrali, sono stato davvero contento – dichiara Andrea Spaggiari, professore di progettazione meccanica e costruzione di macchine dell’Ateneo di Modena e Reggio –. Per i ragazzi è stato un sollievo varcare di nuovo quella porta. È pesante non avere il contatto umano per mesi e stare ore e ore davanti ad uno schermo. L’università non è solo studio ma anche scambio tra ragazzi e docenti. Alcuni laboratori e la tesi si riescono a fare abbastanza bene anche a distanza. Vero è che per le dimostrazioni è fondamentale toccare con mano e quindi andare in azienda. È stata una prova per loro ma anche per noi docenti».
Se prima si passavano solamente poche comunicazioni e materiali via mail, da marzo si è costretti a fare tutto tramite computer: «La preparazione delle lezioni ha subìto una drastica rivoluzione – continua Spaggiari – Se prima ci si serviva delle presentazioni power point come supporto adesso siamo noi il supporto. Dobbiamo capire il ritmo con cui spiegare e assicurarci di seguire una linea comune. Io, ad esempio, per poterlo fare e per avere un contatto più ematico chiedo ai miei ragazzi di attivare la fotocamera. È molto meno alienante».
Dello stesso parere è anche il presidente del corso di ingegneria meccatronica, il professor Riccardo Rubini: «A distanza tante cose si perdono – sottolinea il docente – Lo scambio di opinioni con gli studenti è quasi assente, così come lo sono le richieste e le domande. Il problema più grande sono stati i tirocini esterni, poiché alcune aziende hanno deciso di chiudere o importo ferree restrizioni a causa del Coronavirus. Sia io che i miei colleghi abbiamo fatto il possibile per garantire sempre la didattica e un supporto agli studenti. Un esempio del nostro sforzo è il fatto che 17 studenti magistrali abbiano avuto la possibilità di discutere in presenza la loro tesi. Si tratta di un grande sforzo ma anche, e soprattutto, di un grande segnale di ripresa e di una grande soddisfazione».
Il professor Rubini, inoltre, ha specificato come l’ingente numero di nuovi iscritti dia uno slancio maggiore nel continuare le attività nel migliore dei modi possibili e che la voglia di tornare in cattedra fisicamente è davvero tanta. —
N.N.
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