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«Decima vittima dell’anno Piena luce sulla dinamica»

Vecchi della Fiom Cigl chiede «senso di responsabilità» da parte delle aziende Chiatto (Cisl) e Sgb: «Ora basta Fermare questa strage»

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poviglio

La morte sul lavoro di Mario Ferrari è avvenuta a pochi giorni di distanza da un’altra tragedia avvenuta il primo ottobre a Cervarezza e costata la vita Sergio Correggi, di Talada, anche lui di 62 anni, travolto dai tubi che stava scaricando con l’autogru da un camion.

«Ancora un morto sul lavoro: è inaccettabile che nel 2020 ci siano lavoratori che a fine giornata non possano tornare ad abbracciare i propri cari. È importante che gli organismi competenti comprendano prima possibile le cause di questo ennesimo omicidio bianco – dice in proposito Simone Vecchi della Fiom Cgil –. Gli incidenti si possono evitare con la giusta formazione, le procedure e le tecnologie adatte. Senza investimenti e senso di responsabilità delle imprese, non supereremo la strage quotidiana che avviene nei luoghi di lavoro. La Fiom dichiara la propria vicinanza alla famiglia del lavoratore vittima dell’incidente».

«Fare piena luce su dinamiche e responsabilità per quanto accaduto a Poviglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore di Cadelbosco Sopra», la esprimono anche Domenico Chiatto, della segreteria Cisl Emilia Centrale, e Sadiz Aziz, responsabile di zona Cisl. «È il decimo infortunio mortale sul lavoro dall’inizio dell’anno, il secondo in meno di un mese: decisamente troppo», aggiunge Chiatto.

«La movimentazione attraverso mezzi meccanici – dice Aziz – ha una pericolosità nettamente superiore, per questo le aziende sono chiamate a un plus di organizzazione e responsabilità: l’emergenza coronavirus non può in nessun modo farci abbassare la guardia sulla sicurezza».

Il sindacato richiama a un approccio culturale e politico nuovo «anche con misure dissuasive efficaci sul piano legislativo» e a livello nazionale chiedono un tavolo di confronto permanente per potenziare gli organici degli uffici territoriali della Medicina del lavoro e rafforzare le misure incentivanti e deterrenti attraverso la formazione.

«Ora basta! Fermare la strage di lavoratrici e lavoratori», è l’appello della Sindacato generale di base che solo pochi giorni fa, in occasione della 70esima giornata nazionale per le vittime del lavoro, aveva diffuso i numeri impressionanti forniti dall’Inail, sia nazionali che provinciali, dei primi otto mesi dell’anno.

«A Reggio in 14 giorni vi sono stati ben 2 infortuni con esito mortale che si vanno ad aggiungere agli 8 (comprensivi degli infortuni con esito mortale avvenuti su strada o in itinere) già individuati dal report dell’Inail e che portano il tristissimo trend a un decesso al mese per il 2020».

A livello nazionale, al 31 agosto, le denunce di infortunio sul lavoro sono state 322.132 (52.209 dovute al contagio per Sars Cov-2) di cui 823 con esito mortale (303 causate da Sars Cov-2). —

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