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mobilitazione in corso garibaldi 

La scuola dal prefetto: «Il 30% è precario»

Nicole Nasi
La scuola dal prefetto: «Il 30% è precario»

I sindacati descrivono il quadro reggiano: «Solo quest’anno 3.500 senza cattedra su 10.000. Servono misure stabili»

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Nicole Nasi

REGGIO EMILIA

Nessuno striscione o megafono rumoroso, ma bandiere e pochi rappresentanti. Si è svolta in toni pacati la mobilitazione nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori precari della scuola, organizzata dai sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confs ieri pomeriggio davanti alla Prefettura. Nel rispetto delle norme anti-Covid, infatti, il presidio in corso Garibaldi ha visto coinvolti portavoce sindacali e alcuni insegnanti precari ricevuti direttamente dal prefetto di Reggio Emilia Iolanda Rolli.

«Bisogna pendere atto che senza il contributo dei precari, ormai ben oltre il 30% dell’organico su base nazionale – spiegano le organizzazioni sindacali – la scuola pubblica italiana chiuderebbe domattina e che sarebbe necessario un atteggiamento di minore arroganza e di maggiore dialogo da parte del ministero dell’Istruzione». Al prefetto è stato presentato un quadro chiaro per quanto riguarda Reggio Emilia con la preghiera di chiedere al Governo: un serio piano di stabilizzazioni, abilitazioni e valorizzazione delle professionalità che produca effetti immediati anziché le consuete 200mila supplenze annuali, e un rinvio, con relativo ripensamento, delle procedure concorsuali previste per i docenti in considerazione dello stato perdurante di emergenza sanitaria. Per quanto riguarda il nostro territorio sono più di 3.500 i precari, tra docenti e personale Ata, assunti per questo anno scolastico. In particolare per le scuole dell’infanzia si contano 25 insegnanti “comuni” (quelli che svolgono la normale attività con tutti i bambini e ragazzi) e 40 di “sostegno” che si occupano di bambini e ragazzi con problematiche cognitive specifiche; alla primaria sono 206 e 459, nelle scuole secondarie di primo grado 379 e 292 e per quanto riguarda le superiori 443 e 241, per un totale complessivo di 2.084 docenti. Discorso a parte per le nomine del personale Ata che nelle scuole reggiane ammonta a 601 unità suddivise nei ruoli di assistenti amministrativi, assistenti tecnici, collaboratori scolastici e dsga (ossia direttore dei servizi generali e amministrativi). A questi numeri vanno aggiunti ulteriori deroghe per i posti di sostegno (circa 70), 750 nomine per i posti Covid – nuova mansione dettata dallo stato di emergenza – e altre supplenze cosiddette brevi. Si tratta di oltre 3.500 nomine su un organico di circa 10.000 posti. La situazione di Reggio, purtroppo, è comune a tutta la scuola italiana che, anno dopo anno, continua a confrontarsi con il tema del precariato senza trovare una soluzione stabile. Il prefetto Rolli dopo il confronto con i rappresentanti, conscia della problematica denunciata, ha assicurato di non sottovalutare il problema e si è fatta carico di presentare il quadro reggiano a chi di dovere. —

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