Gazzetta di Reggio

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Minori a un altro Servizio sociale, scoppia il caso

Cristina Orsini
Minori a un altro Servizio sociale, scoppia il caso

Castelnovo Monti, interpellanza di Davoli. Ma il trasferimento venne chiesto dagli operatori: il padre è a processo per le condotte contro di loro

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CASTELNOVO MONTI. Un consiglio comunale dell’Unione della montagna convocato d’urgenza, a porte chiuse, ieri sera, perché la vicenda riguarda tre ragazzini minorenni (di 17,12 e 8 anni); perché il padre dei minorenni dovrà comparire in giudizio in due differenti processi per aver offeso il personale dei servizi sociali e il sindaco, le cui udienze sono fissate rispettivamente per i primi di novembre e il 3 dicembre (lo scorso giugno è scattato per l’uomo il provvedimento cautelare di divieto di avvicinamento a cinque assistenti sociali) e perché, infine, si tratta di una vicenda che ha radici in una questione familiare, ormai di antica data, e ancora non risolta.

Insomma, una questione scivolosa, ora però sollevata da un’interpellanza del consigliere del gruppo Lega-Fratelli d’Italia, Alessandro Raniero Davoli che chiede lumi al consiglio sul perché il Tribunale dei Minorenni di Bologna, il 17 settembre scorso, abbia sollevato i servizi sociali dell’Unione montana dall’affidamento dei tre minorenni, presi in carico in via d’urgenza dai servizi sociali del Comune di Parma.

E dice anche molto di più il consigliere di opposizione nella sua interpellanza: «La decisione del Tribunale – scrive Davoli – è relativa alla richiesta del pm che indaga su condotte penalmente rilevanti di personale appartenente ai Servizi sociali dell’Unione Montana dei comuni dell’Appennino reggiano».

E all’Unione sono caduti dalle nuvole. «La richiesta di trasferire il fascicolo sui tre ragazzi dal Servi sociali dell’Unione – spiegano – è stata avanzata numerose volte in questi ultimi due anni proprio a causa del comportamento del padre con il quale nessuno vuole avere più nulla a che fare. Altro non sappiamo». Dunque, due verità a confronto. Nel consiglio di ieri sera la maggioranza era pronta a respingere l’interpellanza nella quale si chiedeva, tra le altre cose, di «istituire una commissione di indagine, formata da tutti i capigruppo consiliari, per seguire attentamente la vicenda, e per riferire al Consiglio dell’Unione» e di «sospendere dal servizio il personale, a causa del supposto comportamento che ha dato origine al decreto del Tribunale, o in alternativa di spostarli temporaneamente ad altro ufficio, sino al termine dell’iter giudiziario».

E non solo, a Davoli è stato chiesto anche di riferire come sia entrato in possesso di una documentazione riservata e per quale motivo, successivamente, l’abbia divulgata. Un altro consiglio a porte chiuse, sulla stessa vicenda, questa volta a Castelnovo Monti, sarà mercoledì prossimo.

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