Affidi trasferiti, caso in Unione. Davoli: «Pronto a denunciare»
Castelnovo Monti, rigettata l’interpellanza del consigliere, chiedeva una commissione di indagine L’istituzione: "Si tratta di documentazione riservata, nulla sappiamo di indagini"
CASTELNOVO MONTI. Una segnalazione dei carabinieri, una relazione secretata di uno psicologo, la deposizione – durata cinque ore e avvenuta ieri – di tre ragazzini minorenni, del loro padre della loro madre. E un decreto del tribunale dei minori – unico atto certo in una vicenda avvelenata di sussurri, rancori, liti familiari, scontri con i servizi sociali – che sospende la responsabilità dei genitori dei minori, che stabilisce che l’affidamento dei ragazzini passa dai servizi sociali dell’Unione Montana allo stesso ufficio del Comune di Parma e nomina anche un tutore.
C’è tutto questo e molto altro dietro la vicenda che sta scuotendo Unione Montana e Comune di Castelnovo Monti e che ha avuto, la sera di mercoledì, un primo passaggio ufficiale, ancorchè a porte chiuse, nel consiglio dell’Unione convocato per discutere l’interpellanza del consigliere del gruppo Lega-Fratelli d’Italia all’Unione e in Comune a Castelnovo, Alessandro Raniero Davoli che, ricevuto il decreto del tribunale «da un privato» spiega, ha ritenuto di darne pubblicità «in quanto – prosegue – avendolo letto e con molta attenzione, mi sono reso conto che la procura indaga su condotte penalmente rilevanti di personale dei servizi sociali dell’ Unione».
L’interpellanza è stata respinta dal Consiglio. «E così – prosegue Davoli – ho chiesto che fosse immediatamente trasformata in una mozione affinché scattasse l’obbligo di discutere, seduta stante, almeno sulla mia richiesta di istituire una commissione di indagine. Ma non mi è stato concesso, violando così il regolamento dell’Unione e leggi. Per questo motivo – conclude – ho intenzione di presentare una denuncia penale e presentare una segnalazione in Prefettura».
Dall’altra parte della barricata la situazione è tesa ma le decisioni nette. «Abbiamo rigettato l’interpellanza perché si tratta di documentazione riservata (Davoli sostiene il contrario, ndr) sulla quale il consigliere non ha presentato alcuna autorizzazione alla pubblicizzazione – dicono dall’Unione – e di inchieste nulla sappiamo visto che nessun atto ci è stato recapitato da organi giudiziari nè sono arrivate informazioni di garanzia al personale dei servizi sociali». «Davoli – concludono – punta a scatenare una nuova Bibbiano (l’inchiesta sugli affidi, ndr) ma qui è del tutto inverosimile». Il secondo atto formale è previsto per lunedì sera quando l’interpellanza di Davoli verrà discussa nel consiglio comunale di Castelnovo Monti. Quasi scontato l’esito della seduta a porte chiuse: un nuovo rigetto e nuove polemiche.
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Ma cosa si nasconde dietro una vicenda che parte anni addietro, da una separazione difficile, proseguita con l’affidamento di tre ragazzini di 17, 12 e 8 anni ai servizi sociali, costellata di denunce per offese da parte del padre dei minori agli operatori del servizio sociale e al sindaco Enrico Bini (due con rinvio a giudizio e i processi che si celebreranno il 26 ottobre e il 3 dicembre) e un provvedimento cautelare di allontanamento, scattato in giungo, sempre a carico dell’uomo, emesso dal gip del tribunale di Reggio per condotte moleste verso cinque operatori del servizio sociale di Castelnovo? «Una vicenda terribile – spiega l’avvocato Francesco Miraglia, che da tempo assiste il padre dei tre minorenni – e che è partita dalle dichiarazioni del figlio più grande (che vive con il padre, ndr) che avrebbe riferito di condotte non consone e gravi tenute durante gli incontri dagli operatori dei servizi sociali».
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