«Due ortopedici vanno via: non è un potenziamento»
Santoro replica al sindaco Nasciuti sull’ortopedia dell'ospedale Magati. Il sindacato sul Punto nascite: «Anche a Castelnovo la chiusura definitiva fu preceduta da una sospensione»
SCANDIANO. Fra Ortopedia e Punto nascite, continuano le tensioni attorno al futuro dell’ospedale scandianese Magati, alle prese, come gli altri plessi, con una riorganizzazione forzata causata dal Covid. Sul fronte Ortopedia, a inizio settimana il consigliere di opposizione Angelo Santoro ha parlato del rischio di depotenziamento dovuto al trasferimento di due medici a Castelnovo Monti. Il sindaco Matteo Nasciuti ha replicato duramente, accusando Santoro di mentire e spiegando come Scandiano aumenterà da tre a cinque i giorni degli interventi, diventando il riferimento provinciale per le operazioni alla mano, specialità del primario Antonello Salsi.
«La violenza delle parole di Nasciuti la trovo inaccettabile», risponde ora Santoro. E «la cosa veramente insopportabile è quando si offende l’intelligenza delle persone; mi riferisco all’assurdità di voler convincere i cittadini che il reparto di Ortopedia possa incrementare l’attività operativa da tre a cinque giorni, raddoppiando perfino gli interventi rinunciando alla metà del personale medico, in quanto dal 1° novembre, lo ricordiamo, il dottor Fregni e il dottor Donelli andranno a lavorare al Sant’Anna». Santoro spiega di aver parlato direttamente col primario Salsi, che «ha avuto personalmente la cortesia di invitarmi in ospedale per spiegare la situazione che lo ha spinto a formulare suo progetto. Parole sue, “progetto in parte dettato dalla carenza di personale medico specialistico, e infermieristico, della provincia”. Le mie fake news, allora, sono anche del dottor Salsi perché, a leggere quanto afferma Nasciuti, sarebbe incomprensibile spostare il dottor Fregni e il dottor Donelli, attualmente in forza a Scandiano, a Castelnovo Monti, depotenziando drasticamente l’Ortopedia del Magati, che era già carente di personale, raddoppiandone il carico di lavoro», dice Santoro.
Un altro tema spinoso è quello del Punto nascite, negli ultimi anni aperto con una deroga rispetto al numero minimo di parti richiesti per il servizio, chiuso da marzo come il Pronto soccorso durante il riassetto deciso dall’Ausl nel pieno dell’emergenza sanitaria. La risposta della sanità reggiana alla crisi è stata notevole e ha arginato le difficoltà. Ora però il Punto nascite è inattivo da sette mesi, e per molti la riapertura è un miraggio, anche considerando che Scandiano rimane uno degli ospedali Covid provinciali. Oggi, per Sgb (Sindacato generale di base), si sta semplicemente «facendo melina», come avvenuto a Castelnovo Monti nel 2017: « Analogamente alla chiusura definitiva del punto nascita montano, che avvenne in maniera che abbiamo sempre ritenuto strategicamente sbagliata, dopo un periodo di sospensione estiva, non vorremmo che dietro una sorta di melina (per usare un paragone calcistico) sull’emergenza coronavirus la governance regionale avesse già deciso di negare in via definitiva il diritto di partorire al presidio ospedaliero del Magati alle donne dell’intero distretto di Scandiano», afferma il sindacato.—
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