Tre guardie carcerarie aggredite da un detenuto «Sia trasferito subito»
reggio emilia
Ancora un episodio di violenza all’interno del carcere di Reggio Emilia, già teatro in passato di diverse aggressioni tra detenuti o ai danni della stessa polizia penitenziaria.
E così è avvenuto anche mercoledì, quando uno straniero ha cercato di strangolare una guardia carceraria e ne ha aggredite altre due intervenute in difesa del collega. A denunciarlo sono i due maggiori sindacati di categoria, il Sappe e il Sinappe, che chiedono al contempo un deciso intervento per migliorare la sicurezza all’interno della “Pulce”.
Secondo quanto raccontato dai sindacati il detenuto tunisino autore dell’aggressione, di fisico imponente e molto muscoloso, era già stato protagonista di altri episodi violenti. Finché, due giorni fa, non ha cercato di uccidere uno dei poliziotti afferrandolo improvvisamente alla gola e scaraventandolo su una scrivania. Solo il pronto intervento di altri due agenti, i quali sono riusciti a fatica a staccare le mani del nordafricano dal collo del collega, ha impedito che accadesse il peggio. La furia del detenuto non si è però arrestata tanto che, raccontano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Michele Malorni, segretario provinciale, «tutti e tre i colleghi sono finiti in ospedale a causa di questa ennesima aggressione posta in essere senza motivo. Un’aggressione che poteva determinare conseguenze molto gravi, tanto che il detenuto è stato arrestato di nuovo per tentato omicidio e lesioni».
Due dei tre poliziotti sono stati visitati in ospedale e hanno avuto tre giorni di prognosi mentre il terzo, la vittima del tentato strangolamento, ha ricevuto controlli medici più accurati e poi è stato dimesso.
In Emilia-Romagna, proseguono Malorni e Durante, «dall’inizio dell’anno le aggressioni sono state circa 400 e a Reggio Emilia oltre 100, il numero più alto in regione. Chiediamo provvedimenti immediati che rivedano la gestione e l’organizzazione dell’istituto e chiediamo inoltre dei provvedimento disciplinari adeguati nei confronti del detenuto, sollecitandone il trasferimento».
Sempre nel pomeriggio di mercoledì, spiega invece la segreteria regionale del Sinappe, all’interno del carcere reggiano di via Settembrini è stato trovato anche «un telefono cellulare». —
l. g.
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