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Tre premi internazionali a Reggio per interventi architettonici pubblici

Luciano Salsi
Tre premi internazionali a Reggio per interventi architettonici pubblici

Si tratta della riqualificazione dei Chiostri di San Pietro, della nuova Rcf Arena nell’area dell'aeroporto e del recupero dell’edificio che ospitava il cinema Boiardo chiuso da un decennio all’isolato San Rocco  

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REGGIO EMILIA

Molto è stato fatto negli ultimi anni per valorizzare la città dando nuova vita a immobili e spazi urbani degradati o dismessi nel rispetto dell'ambiente e della preziosa eredità storica troppo spesso calpestata in passato da demolizioni e costruzioni incongrue, di cui ci siamo poi vanamente pentiti. Ne sono scaturiti progetti di alta qualità, in parte già realizzati, tre dei quali hanno ottenuto importanti riconoscimenti internazionali per interventi architettonici connessi a strategie pubbliche o di interesse pubblico.

Si tratta della riqualificazione dei Chiostri di San Pietro, del recupero dell'ex-cinema Boiardo e della Rcf Arena che coprirà una parte del Campovolo. I primi due, attivati dal Comune nell'ambito del Piano di rigenerazione urbana Centro storico, hanno ricevuto mercoledì a Milano la menzione d'onore del prestigioso premio In/Arch Emilia-Romagna e Lombardia istituito negli anni Sessanta da Bruno Zevi, il famoso storico e critico dell'architettura morto nell'anno 2000. Per i Chiostri di San Pietro è stato premiato nella categoria Rigenerazione urbana, «per la delicatezza e la funzionalità con cui è stato recuperato lo spazio urbano con rigore», lo studio Zamboni Associati, che aveva ottenuto l'anno scorso la menzione d'onore del premio internazionale di architettura Piranesi Award per lo stesso progetto, l'unico italiano in gara insieme a diversi progetti europei. Il Chiostro piccolo fu realizzato tra il 1524 e il 1525 da Bartolomeo Spani, che vi adottò un impianto tipicamente rinascimentale di impronta brunelleschiana. Grazie al recente restauro sono state recuperate, almeno in parte, le pareti affrescate che erano state ricoperte da uno strato di calce negli anni cinquanta. Il Chiostro grande fu edificato circa sessanta anni dopo da Prospero e Francesco Pacchioni nello stile manierista secondo un disegno chiaramente influenzato dal modello di Palazzo Te a Mantova, opera insigne di Giulio Romano. Le nicchie decorate da possenti statue di santi dell’ordine benedettino furono realizzate dai fratelli Bernardo e Francesco da Lugano negli anni Sessanta del Seicento. Oggi i chiostri restaurati ospitano mostre ed eventi culturali ed il Laboratorio aperto urbano, luogo di partecipazione, confronto, innovazione sociale e digitale.

La seconda menzione d’onore del premio In/Arch Emilia-Romagna e Lombardia, relativa all'ex-cinema Boiardo, è stata attribuita agli architetti Alberto e Giovanni Manfredini, nella categoria “Interventi di nuova costruzione di importo lavori inferiore a cinque milioni di euro”, per «il recupero di un partito neo-tradizionale volto a ricostruire un isolato urbano nella città di Reggio Emilia».

Il progetto è stato apprezzato per la scelta di preferire alla demolizione-ricostruzione la conservazione della struttura portante perimetrale in funzione della nuova destinazione residenziale. Il cinema Boiardo faceva già parte del vecchio isolato San Rocco, demolito una settantina d'anni fa . Trovò uno spazio più ampio nel nuovo isolato San Rocco, ricostruito allora nelle forme attuali su progetto di Luigi Vietti. La sua attività è cessata da più d'un decennio.

Gli architetti Manfredini hanno illustrato il loro progetto di recupero in un volumetto edito nel 2010 da Alinea. L'enorme volume della sala cinematografica sarà occupato da dodici alloggi che s'affacceranno su una corte interna con giardino pensile sovrastante il piano terra a destinazione commerciale. Una rete di percorsi e spazi interni ne favorirà una fruizione comunitaria. È previsto un superisolamento temico con tamponamenti in laterizio alveolare e facciata in lastre di pietra arenaria ventilata.

Il terzo premio, concernente la Rcf Arena, è stato conferito allo studio Iotti + Pavarani Architetti. Si tratta dell'Overall Winner, assegnato da The Plan Award 2020 del Forum internazionale di Architettura #Perspective2020. Questa la motivazione: «Esteso su un’area di oltre 20 ettari, l’intervento prevede il riuso dell’area non operativa dell'Aeroporto, riqualificandola attraverso la realizzazione di una struttura attrezzata per grandi eventi all’aperto capace di ospitare fino a 100.000 persone. Il progetto rappresenta un esempio di valorizzazione di un asset condotta in modo altamente sostenibile, che non prevede consumo di suolo e garantisce una grande qualità paesaggistica. Nello stesso tempo è capace di produrre un’importante opportunità economica per l’area creando opportunità anche per il turismo. Una infrastruttura facilmente accessibile e collegata all’Alta velocità, vicina alla città, integrata nel sistema del verde periurbano che va a costituire un importante elemento di ricucitura paesaggistica a livello territoriale». —





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