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«Al lavoro per attivare i progetti pomeridiani»

M.R.
«Al lavoro per attivare i progetti pomeridiani»

L’assessore Curioni fa il punto sulla fascia 6-14 anni «L’80% dei servizi è a pieno regime, comprese le mense» 

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REGGIO EMILIA

A un mese dalla riapertura delle scuole, con tutte le problematiche legate all’emergenza sanitaria da Covid-19, l’80% dei servizi scolastici è tornato a pieno regime. «Grazie all’importante lavoro svolto durante l’estate per riorganizzare i servizi e trovare sedi idonee in cui fosse garantito il distanziamento sociale – ha spiegato l’assessore all’istruzione Raffaella Curioni – il sistema scuola regge e permette ogni giorno a 13.450 bambini dai 6 ai 14 anni e ai 3.268 piccoli della fascia 0-6 di vivere esperienze di apprendimento e socialità all’insegna della sicurezza e della qualità».

Dal 15 settembre, il Comune ha saputo garantire l’integrazione scolastica investendo 170mila euro in più rispetto al 2019. «Ad oggi – ha riportato la Curioni – possiamo contare su 140 educatori di sostegno che si occupano di 471 bambini e ragazzi con disabilità. Il monte ore settimanale è di 4000 ore, mentre lo scorso anno era di circa 3mila a fronte di 414 richieste. Questo per dire che, nonostante il Covid, le nostre priorità non cambiano. Anzi». A inizio novembre, inoltre, dovrebbero avvenire le assegnazioni delle cattedre del personale Covid (docenti, di sostegno e non, e Ata), e il servizio verrà ulteriormente rinforzato.

Anche la ristorazione scolastica, una sfida in tempo di Covid, sta funzionando: dal 23 settembre, delle 17 scuole a tempo pieno, 4 hanno ripreso a pranzare nelle sale mensa, 13 nelle classi. «Al giorno vengono serviti 3.200 pasti – ha detto l’assessore – un centinaio in più rispetto al 2019. Per rispettare le norme anti-Covid abbiamo dovuto introdurre piatti e stoviglie monouso, ma abbiamo optato per materiali compostabili e riciclabili». A questa scelta, costata 53mila euro, si sommano i 568mila euro di costi aggiuntivi per portare i pasti dentro le aule.

Anche per il pre e post scuola, a causa del mescolamento di bambini da classi diverse, inizialmente era in bilico. Invece si è riusciti a rispondere a tutte le domande (920) accogliendo i bambini (con la mascherina) fino a 45 minuti prima del suono della prima campanella e fino a 30 minuti dalla fine dell’ultima lezione. L’intenzione dell’amministrazione comunale, ora, è quella di riaprire anche i progetti educativi pomeridiani. A tal proposito sono in corso confronti con l’Ausl per definire un protocollo di sicurezza che si ispiri a quello che ha guidato – con ottimi esiti – i centri estivi, con le dovute modifiche poiché stavolta si tratterebbe di attività al chiuso.

Anche le cosiddette “strade scolastiche” sono oggetto di confronto. «Stiamo raccogliendo le segnalazioni da ogni scuola – ha spiegato la Curioni – per risolvere le criticità legate agli accessi e agli assembramenti davanti ai plessi. Prima di intervenire avevamo bisogno di capire il fenomeno, che infatti adesso è più definito». Oltre a via Campo Samarotto («Che grazie alla disponibilità dei genitori è chiusa in entrata e in uscita da scuola»), si sta pensando di intervenire anche in via Col di Lana e in via Franchetti: «Per evitare che i bimbi della Ada Negri aspettino in strada, ci saranno educatori che li faranno entrare nel cortile della scuola, prima dell’apertura». —

M.R.

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