Gazzetta di Reggio

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LA STORIA DELLA FAMIGLIA 

Dalla citazione di Dante fino al conte-imprenditore

Adriano Arati

Vittorio Palazzi Trivelli è figlio di Carlo, imprenditore farmaceutico e tennista Nel febbraio scorso ha sposato a Trastevere l’attrice umbra Isabelle Adriani

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REGGIO EMILIA

È una storia antichissima, legata per secoli ai destini d’Italia, quella delle famiglie Palazzi Trivelli.

Le origini rimandano al quarto secolo avanti Cristo, all’invasione gallica della pianura Padana. I Palazzi sarebbero eredi dei dominatori francesi di Brescia, e la loro storia è stata a lungo intrecciata con quella della città lombarda. La citazione più celebre è quella dantesca de “il buon Corrado da Palazzo”, nella Divina Commedia, dove il politico e condottiero bresciano Corrado III da Palazzo – podestà di Firenze, Siena e Piacenza – viene citato come esempio di buon governo e moralità.

Tracce si trovano nella letteratura medievale, con testimonianze dei Palazzi al tempo di Vespasiano e poi all’epoca delle vittorie dei Franchi di Carlo Magno e della crescita dell’allora potentissimo Ducato di Spoleto. E sino al ’700, è impossibile trovare cronaca di guerra o di cambiamento di potere in Italia in cui non sia coinvolto uno dei tanti versanti in cui il ceppo Palazzi man mano si allarga.

“La stirpe” reggiana nasce nel 1400 con Guglielmo Palazzi e prosegue con Livio, conte di Correggio, protagonista della battaglia di Lepanto. Leggenda vuole che Livio donò ai Francescani correggesi uno stendardo turco conquistato nella pugna. Il grande salto arriva nel 1807, quando Ferrante Palazzi sposa a Reggio Emilia Giovanna Trivelli, erede di una ricchissima famiglia di commercianti di sete.

Uniti ai parenti Rangone, i Palazzi-Trivelli partecipano ai primi moti indipendentisti: lo stesso Napoleone, il 13 ottobre del 1796, soggiorna a Palazzo Trivelli, altri esponenti combattono durante il Risorgimento.

Altra figura di spicco è Corrado, figlio di Ferrante, che sposa Leocadia Venturi, della famiglia del famoso scienziato e storico Abate Giambattista Venturi, diventa sindaco di Bibbiano e pre-sindaco di Reggio. Fra i loro nipoti, un’altra Leocadia, prima farmacista donna italiana, l’ultimo sindaco socialista della città, Giorgio Palazzi, e il fondatore della Reggiana e dell’Automobil Club Vittorino.

Vittorino muore in un incidente stradale nel 1943, lascia la moglie Bianca Rangone e i due figli Corrado, poi primario ortopedico, e Carlo, imprenditore farmaceutico e campione italiano di tennis. Oggi tocca a Vittorio, figlio di Carlo, riportare in famiglia il palazzo cittadino.

A proposito di cronache, il conte si è trovato di recente agli onori di quella rosa grazie al matrimonio con l’attrice umbra Isabelle Adriani, sposata in Santa Maria in Trastevere a Roma e con cui oggi risiede abitualmente nella campagna della prima collina reggiana, in uno dei più belli fra i possedimenti di famiglia.

La Adriani, di recente co-protagonista di “Infidel” con Jim Caviezel, è attrice, doppiatrice, cantante e autrice di libri per bambini, apparsa in film italiani e stranieri assieme a George Clooney, Penelope Cruz, John Cusack a Milla Jovovich, così come con Checco Zalone, Pupi Avati e Paolo Virzì.

Oggi, è proprio Isabelle a curare molte ricerche sulla famiglia avita del marito. — Adriano Arati

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