Gazzetta di Reggio

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Il progetto 

La Papa Giovanni XXIII apre una laboratorio per produrre abbigliamento etico

Roberto Fontanili
La Papa Giovanni XXIII apre una laboratorio per produrre abbigliamento etico

La sartoria creativa D.verso inaugurata in via Cagnoli Obiettivo dare lavoro a persone fragili tra bellezza e impegno 

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REGGIO EMILIA

Potremmo definirli modelli esclusivi e unici di moda circolare che nascono dal recupero di materiali destinati al macero. In realtà i capi di abbigliamento femminile e maschile in mostra nelle vetrine della sartoria-spaccio aziendale di D.verso in via Cagnoli 3 in città sono molto di più di un bell’abito da sera o di un ricercato, ma funzionale e riutilizzabile tutti i giorni, abito da sposa. Sono il risultato di un lavoro di ideazione e di produzione di sartoria creativa e al tempo stesso di una scuola e di un centro di promozione di moda che vuole unire bellezza, etica, impegno sociale e inclusione, dando lavoro a persone fragili con alle spalle spesso storie difficili .

«È un progetto inclusivo – ha detto il presidente del Centro sociale Papa Giovanni XXIII Fabio Salati – che non a caso è nato in via Cagnoli, a ridosso di un’area problematica come è quella della zona stazione». Inaugurata ieri mattina con il taglio del nastro (che è stato conservato per future creazioni), la sartoria D.verso è un progetto-laboratorio voluto dal Centro sociale per produrre abbigliamento etico e sostenibile utilizzando l’eccedenza dei tessuti messi gratuitamente a disposizione da aziende reggiane del settore tessile.

L’obiettivo finale è però più ambizioso, ed è quello di far nascere con le aziende un rapporto alla pari in cui la sartoria creativa D.verso non si limita ad utilizzare il materiale regalato ma «si offe di diventare un centro di formazione professionale per il personale impiegato nelle aziende tessili stesse, affinché l’arte della sartoria non vada perduta e per la realizzazione di campionari», ha spiegato Ramona Ferrarini, sarta e ideatrice di D.verso.

Proprio da Ramona Ferrarini che per anni ha collaborato come costumista con compagnie ed enti lirici italiani e ha progettato e realizzato campionari per danza e sportswear per aziende italiane e straniere è nata l’idea di affiancare a persone con trascorsi di fragilità figure con preparazione professionale ed esperienza sartoriale. Una collaborazione da cui nascono capi di abbigliamento unici, ma anche accessori di moda che possano finanziare l’attività di formazione del personale impiegato e l’attività d’impresa. Oggi sono cinque le persone già occupate, ma in futuro l’intento è quello di aumentare il numero delle lavoratrici che saranno utilizzate a seconda della loro capacità. Per cucire e produrre capi di abbigliamento, piuttosto che per realizzare accessori di moda o per lavori di piccola sartoria. Il negozio-laboratorio D.verso è aperto anche al pubblico che potrà pescare tra le decine di abiti maschili e femminili già pronti o farsi realizzare su richiesta, al pari delle aziende, abiti teatrali o da cerimonia. Capi di abbigliamento che saranno sicuramente unici, ma ad un prezzo accessibile e che è già possibile in parte vedere sul sito www.d-verso.it e sui social. —



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